Il Tirreno

L’effetto Salvini, il crollo azzurro

di Andrea Rocchi
L’effetto Salvini, il crollo azzurro

Lega al 21% a Cecina, Forza Italia al 13% ma cala al 7% a Rosignano. Boom 5 Stelle a Bibbona

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CECINA. Nel tracollo del centrodestra moderato caratterizzato dal flop azzurro di Forza Italia il dato che emerge anche in Bassa Val di Cecina è il boom di una destra populista e assai poco consociativa impersonificata dalla Lega di Salvini.

Carroccio in salsa livornese. Un dato peraltro prevedibile l’affermazione leghista (a Cecina l’”altro Matteo” aveva riempito il teatro Tirreno parlando alla pancia dell’elettorato di profughi, rom, sanità, salvaguardia della famiglia tradizionale). Un dato tuttavia non scontato. La Lega ha fatto a Cecina il suo miglior risultato (21,3%), diventando il secondo partito davanti al M5S (15,6%) mentre a Rosignano si è fermata al 16,2%.

E’ andata benissimo sulle colline dove a Casale ha superato il 30% e a Riparbella ha toccato il 24,9%.

Crepuscolo azzurro. Insomma, il centrodestra si sposta a destra, con Forza Italia che nonostante l’auspicato effetto traino del capolista - l’avvocato cecinese Paolo Barabino, segretario provinciale - registra un flop evidente. Regge a Cecina (13,6%), ma cala a Rosignano (7%), a Bibbona (6,6%) e a Castagneto (8,1%).

Un trend in discesa già visto alle Europee dell’anno scorso (14,9%) mentre nel 2010, alle precedenti regionali, era addirittura al 28%. Un risultato su cui Barabino dovrà riflettere al cospetto di una Lega che, spogliatasi del vestito autonomista e nordista, si appresta a ritirare la patente del partito nazionale.

Il Pd va e tira un sospirone. Queste elezioni regionali decretano anche il buon risultato del Partito Democratico che, viste alcune premesse della vigilia (a Cecina la bufera sull’ospedale e gli attacchi diretti al governatore uscente e riconfermato Rossi), può ritenersi soddisfatto.

A Cecina si ferma al 40% (alle europee era al 52% ma al 37% alle politiche 2013), ma si afferma a Rosignano (47%) e fa il migliore risultato a Castagneto Carducci dove supera il 50%. Proprio a Rosignano, dove c’è un forte astensionismo, il Pd progredisce. E’ agli stessi livelli delle regionali 2010 ma cresce di 7 punti sulle politiche 2013 e di quasi un punto sulle europee 2014.

Regge anche sulle colline pisane tranne che a Casale dove per poco non viene raggiunto dalla Lega Nord. A sostenere Enrico Rossi anche la pattuglia socialista riformista che tuttavia non sfonda limitandosi ad un 1,3% sia su Cecina che su Rosignano.

5 Stelle: presenti. Chi pensava ad un cedimento del M5S, coincidente che un offuscamento del leader Grillo superato sul piano dell’appeal mediatico da Salvini, ha dovuto ricredersi. I grillini fanno bene in Bassa Val di Cecina e registrano il loro miglior risultato (22%) a Bibbona, roccaforte pentastellata e sede del buen retiro (villa Corallina) del Beppe nazionale. Ma si confermano anche a Rosignano col 17,7% (alle europee 2014 erano poco sopra il 16%). Meno bene a Cecina dove comunque sono al 15,6% mentre in collina centrano l’affermazione migliore a Guardistallo (19,2%).

La Sinistra altalenante. La crisi della sinistra anche sul nostro territorio è rappresentata dai risultati modesti fatti registrare dallo schieramento a Cecina dove è al 5% (sotto la media regionale), mentre sprofonda a Bibbona dove si ferma al 3,1%.

Decisamente migliore il risultato di Rosignano dove storicamente la sinistra fa buoni numeri. Qui lo schieramento a sostegno di Fattori raggiunge il 7,6% rappresentato da 883 voti. Malino anche sulle colline pisane (tranne che a Castellina) con Casale maglia nera.

Insignificanti i risultati dello zero virgola delle liste che appoggiavano Lamioni e Chiurli. Mentre è significativo il dato dell’affluenza con Rosignano e Cecina che per la prima volta scendono sotto la soglia del 50%.

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