Il Tirreno

Tamaro ai piccoli alunni «Raccontatemi i sogni»

Tamaro ai piccoli alunni «Raccontatemi i sogni»

La scrittrice al cinema Tirreno incontra 150 bambini delle elementari Come si scrive un libro? «Divertitevi e date entusiasmo ai vostri pensieri»

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CECINA. “Scrivetemi un pensiero, raccontatemi i vostri sogni”. La scrittrice Susanna Tamaro ha salutato così, ieri mattina, gli alunni del secondo circolo didattico che l’hanno conosciuta al cinema Tirreno. L’incontro, organizzato dalla libreria Lucarelli, è stato un successo, perché l’ospite è una donna semplice e garbata, che volentieri risponde alle domande non prima di avere raccontato parte della propria vita insieme ai segreti del suo successo. “Salta, Bart!”, l’ultima fatica editoriale per gli adolescenti, è stata il filo conduttore del confronto, introdotto da Elisabetta Falleni. “Vivo in una fattoria – ha detto ai quasi 150 ragazzini delle elementari di Palazzi, Marina e Bibbona – insieme agli animali. A Cecina sono venuta con piacere perché anni fa ho letto un libro ambientato a Campiglia che non dimenticherò mai”. Tamaro, nipote di Italo Svevo, è appassionata di arti marziali, si allena con il maestro che ha ispirato il film “The karate kid” e, per cogliere l’attimo, si chiude in una casetta di legno in mezzo al bosco. Insomma, vive la giornata come fosse la trama di un romanzo e scrive sul blocco con la penna biro prima di ribattere i testi al computer. Susanna, le hanno chiesto gli studenti, ma come si compone un libro? Divertitevi, alimentate i pensieri con l’entusiasmo, sviluppate le idee, ha risposto. Già, perché a scavare la differenza non è soltanto la scelta delle parole, ma il buonumore e la capacità di mettersi in gioco. L’asino, i pony, i pappagalli e le galline sono la cornice al quadro, così come le pedalate in bicicletta. E il successo? “Un caso, ma le emozioni mi arrivano dalla scrittura, che considero un viaggio”. Poi la rivelazione: “Avessi potuto, avrei fatto l’acrobata o l’equilibrista al circo”. L’ospite non finisce mai di stupire. E’ maestra, ma in italiano andava male, eppure con le parole ha scalato le classifiche. A volte, ha pensato prima al titolo e poi alla storia, usa la tecnologia ma non si fa usare. I ragazzi delle “Marconi”, “Collodi” e “Da Vinci”, classi quarte e quinte, le hanno donato alcuni regali dopo il saluto della direttrice Teresa Scognamiglio. Prima di mettersi in fila per l’autografo e una foto ricordo. Michele Falorni

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