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Porfido si affida ai privati ma i sindacati non ci stanno
CECINA. Attese fuori da ogni limite. Ecografie ecodoppler e risonanze che si fanno dopo 200-300 giorni. Pazienti sempre più sconfortati. Proteste che fioccano senza sosta. Una situazione che pesa...
CECINA. Attese fuori da ogni limite. Ecografie ecodoppler e risonanze che si fanno dopo 200-300 giorni. Pazienti sempre più sconfortati. Proteste che fioccano senza sosta.
Una situazione che pesa sulla testa dell’azienda. Oltre che, naturalmente, su chi ha bisogno di risposte sanitarie celeri. Il direttore generale dell’Asl 6 Eugenio Porfido, a febbraio scorso, ha annunciato l’avvio di convenzioni con privati per Tac e Rmn. Ha anche proposto incentivi a tutti quei professionisti che coprono prestazioni fuori orario.
Dopo il taglio alle convenzioni con alcuni istituti privati livornesi operato dal predecessore (la diggì Monica Calamai), il ricorso a nuovi accreditamenti torna ad essere una strada che l’Asl persegue. Oltre alle risorse messe in campo per i professionisti che garantiscono plafond più ampi di prestazioni.
Una strada, quella del ricorso alle convenzioni coi privati, che non piace ai sindacati. Che hanno invece chiesto all’Asl di trovare strade interne all’azienda per abbattere le liste di attesa. Come quella proposta, per esempio, dalla Uil di tenere aperte la sera le radiodiagnostiche.
Questo in modo da consentire di allargare il numero delle prestazioni e magari dividere quelle programmate dalle urgenze che arrivano dal pronto soccorso.
Sembra però probabile che, se anche non si attiveranno convenzioni vere e proprie con centri diagnostici privati, l’Asl possa assegnare una serie di esami a strutture previo accordo sulle tariffe praticate.
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