Il Tirreno

cecina

Iacopini, spazio anche alle coppie

di Manolo Morandini
La struttura con 19 miniappartamenti che sta prendendo forma alle spalle dell'Istituto
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La struttura con 19 miniappartamenti che sta prendendo forma alle spalle dell'Istituto

Cecina, l’istituto di assistenza si amplia, 19 miniappartamenti, e sarà realizzata anche una nuova chiesa con affaccio su via Ginori

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CECINA. «Non dividere chi è stato insieme per una vita». È con questo spirito che le suore infermiere dell’addolorata hanno deciso di ampliare l’istituto di riposo Iacopini, che ad oggi accoglie solo donne. «Arrivano i figli che hanno bisogno di assistenza per il padre e la madre, ma nella nostra struttura possiamo accogliere solo donne. Ed è un limite che si avverte soprattutto con l’allungamento dell’aspettativa di vita, che significa dividere per fronteggiare uno stato di bisogno le famiglie». 

A breve l’istituto si presenterà in una nuova veste. La fine dei lavori è prevista entro l’anno. Il progetto di struttura ricettiva per anziani e disabili, disegnato dal geometra Giovanni Fabiani e sviluppato dall’Ati di cui è capofila l’impresa Salvatore Carbone, sta prendendo forma alle spalle della storica struttura sui terreni che fanno parte del lascito alla congregazione della signora Tecla Pagni, in memoria del figlio Giorgio Iacopini. Una serie di miniappartamenti, diciannove in tutto, con cui garantire assistenza e spazi di vita a chi è ancora autonomo, con soggiorno, angolo cottura, bagno e camera. Un ambulatorio medico e la palestra. Oltre a due sale polivalenti e una piscina per la riabilitazione. Il tutto sviluppato a piano terra. Un quadrilatero, con all’interno il giardino e una sorta di corte che si richiama alle strutture conventuali. 

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A dare le ali all’operazione, che affaccia su via Ginori, la costruzione di una cinquantina di appartamenti di edilizia residenziale. Una lottizzazione che ha permesso di finanziare in buona parte l’ampliamento dell’Istituto a cui si accompagna la cessione al Comune di Cecina di un parcheggio pubblico da alcune decine di posti auto, che sarà in collegamento con la pista ciclabile. Un’area di una decina di ettari che saranno destinati al parco del fiume Cecina. 

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È a ridosso del parcheggio che le suore dell’Addolorata serve di Maria edificheranno una nuova chiesa. «Abbiamo tre anni di tempo per realizzarla», dicono. Intanto il permesso a costruire per l’edificio di culto che si svilupperà su una superficie di 200 metri quadrati è stato ritirato all’inizio del mese. L’Istituto attualmente conta dieci suore e per far fronte alle necessità delle 41 ospiti 17 persone tra operatrici sanitarie, infermiere e una fisioterapista. La nuova struttura che si sviluppa su una superficie di circa 2.700 metri quadrati, più 700 di camminamenti, nei 19 appartamenti potrà accogliere fino a quaranta persone. Ed è un numero a cui si accompagneranno inevitabilmente anche nuove opportunità di occupazione.

 

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