Proteste
Nidi chiusi con le grate dietrofront del Comune
Vada: le cavità dei platani coperte con le reti, ma dentro c’erano gli uccellini. Proteste dei residenti, intervento lampo di polizia provinciale e vigili urbani
VADA. Per liberare i pulcini di storno, cinciallegra e piccione, nel tardo pomeriggio sono addirittura intervenuti polizia provinciale e vigili urbani. Mentre gli operai del Comune, che nei prossimi giorni avrebbero dovuto terminare la sistemazione delle grate su tutti gli alberi della piazza, hanno cominciato a smantellare il lavoro fatto fino a quel momento.
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Il tutto, perché i residenti di Vada, non appena la mattina del 23 maggio hanno visto che dentro le cavità dei platani che erano state chiuse con griglie di ferro c’erano nidi di uccelli con piccoli pigolanti, hanno smosso un vero putiferio. Proclami su Facebook e telefonate continue alla Lipu, ai vigili urbani e anche ai vigili del fuoco.
Veniamo all'accaduto. Per garantire maggiore pulizia sulla piazza, il Comune non solo ha potato gli alberi ma ha previsto la chiusura delle cavità che si formano sui rami dei platani con grate di ferro. Cavità all'interno delle quali sono soliti nidificare uccelli di vario tipo. L'intervento è stato terminato nei giorni scorsi sul versante nord di piazza Garibaldi, mentre il lavoro era solo all’inizio sul lato opposto. Ma i cittadini, il 23 mattina, passando sulla piazza si sono resi conto che tante delle cavità ricoperte con le grate ospitavano nidi con decine di pulcini. Chiaro che la presenza della grate impediva che i piccoli venissero nutriti dalle madri, che si aggiravano sui rami degli alberi con insetti in bocca, senza capire perché non potevano alimentare i propri piccoli.
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La protesta si è scatenata su su Facebook, dove in molti hanno fatto notare l'atrocità della scelta di condannare a morte i pulcini. Tanto più che molti residenti assicurano che oltre ai piccoli di piccione, specie particolarmente fastidiosa, nei nidi ci siano anche piccoli di cinciallegra, storno e upupa. Così i residenti hanno tempestato di telefonate Lipu, polizia provinciale e Comune, perché mettesse fine a quella che in molti hanno definito un’atrocità. La sera del 23, poco dopo le 19, su piazza Garibaldi sono arrivate due pattuglie della polizia provinciale, i vigili urbani, un’auto dei carabinieri e, chiaramente, gli operai del Comune, che hanno cominciato ad aprire le grate già inchiodate, liberando così i nidi.
Sul posto anche l’assessore alle manutenzioni Piero Nocchi, che spiega come l’intervento fosse programmato, «anche per le richieste di vari cittadini che segnalavano escrementi di piccione. Già la mattina del 23 ho fatto sospendere il lavoro, per verificare cosa accadeva. Probabilmente in alcuni casi quando è stata messa la rete, nonostante i controlli, gli operai non si sono resi conto che dentro c'erano dei nidi. Comunque entro il 24 maggio saranno riaperte tutte le cavità».
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