Il Tirreno

Da Rosignano insieme sul “Treno dei Mille”

Da Rosignano insieme sul “Treno dei Mille”

Tre studenti iscritti all'Anpi scelti dal Parlamento europeo per rappresentare l’Italia

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ROSIGNANO. L'Anpi di Rosignano Solvay ha partecipato all'importante iniziativa "Treno dei mille", promossa da Anpi nazionale e Parlamento Europeo, che ogni anno porta giovani e studenti a visitare il campo di concentramento di Auschwitz e il campo di sterminio di Birkenau. 860 ragazzi di tutta Europa e 17 di questi italiani, tre di loro in particolare, di Rosignano Solvay e Vada: Alessio Flammia, Davide Samuele Franchi, Francesco Giuntini, giovani studenti universitari e iscritti Anpi. «È un'importante iniziativa di memoria che come Anpi sosteniamo con forza e siamo contenti di aver permesso a questi tre giovani ragazzi di Rosignano di vivere questo viaggio, diventando essi stessi testimoni; gli anni passano e presto purtroppo scompariranno tutti gli ultimi testimoni diretti che hanno vissuto sulla propria pelle il furore nazista», dice Giacomo Luppichini presidente dell'Anpi. Il viaggio è durato una settimana, con partenza in treno da Bruxelles, con un lunghissimo viaggio, tra andata e ritorno di 70 ore, attraversando Lussemburgo, Germania, Repubblica Ceca per poi arrivare in Polonia. «È un viaggio di profonda condivisione che ti fa sentire davvero europeo di fronte a questi spazi che contengono in sé il senso di qualcosa di terribile che ha segnato la storia umana -dice Davide Samuele Franchi- ci ha guidati Alberto Israel nel viaggio condividendo la sua esperienza di internato; entrò che aveva 17 anni ed è uno dei pochi sopravvissuti della comunità ebraica di Rodi». Il viaggio è pieno di impressioni cariche di orrore. «L'aria di Birkenau non si dimentica - racconta Alessio Flammia - la cosa che più mi ha colpito è stato vedere con i miei occhi l'applicazione dei principi della scienza allo sterminio, è importante portare viva la memoria perché credo che sia una necessità fondamentale in questo momento sociale, per questo dobbiamo fare tutto il possibile per rafforzare la sensibilità storica». Il racconto dei tre studenti di Rosignano è pieno di immagini «a vedere personalmente queste realtà dai un senso nuovo alle parole che hai sentito e usato fino a ora - dice Francesco Giuntini- ci sono immagini che resteranno indelebili nella mia mente, come i segni delle unghie sulle pareti delle camere a gas, come la teca piena dei capelli che tagliavano alle donne e subito accanto i tappeti che producevano con quegli stessi capelli». I ragazzi consigliano di provare questa esperienza: «che ci fossero solo 17 studenti italiani ci pare un brutto segno perché sappiamo bene che è la testimonianza storica che difende dal revisionismo; un'altra cosa che abbiamo segnalato e che ci ha indignato molto è stato trovare il padiglione dell'Italia chiuso al pubblico».

Silvia Trovato

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