Il Tirreno

Paradisino, ricorso al Consiglio di Stato

San Vincenzo, l’imprenditore Forconi: «Vogliamo costruire perché ne abbiamo diritto»

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SAN VINCENZO. All’indomani della sentenza del Tar che ha dato ragione al Comune di San Vincenzo nella vicenda relativa al Paradisino, il proprietario dello storico parco ex Solvay, l’imprenditore venturinese Enio Forconi annuncia che la sua Società, la Paradisino Srl, ricorrerà al Consiglio di Stato e ribadirà la richiesta di un risarcimento di circa 2 milioni di euro.

Che il Tar abbia respinto il ricorso della Società, ritenendo legittimo l’annullamento da parte del consiglio comunale della previsione di realizzazione di 31 appartamenti da 50 metri quadrati l’uno all’interno del parco, a Forconi proprio non va giù. «Ricorreremo al Consiglio di Stato – dice – perché questa è una sentenza assurda. Vogliamo costruire gli appartamenti all’interno del parco perché i documenti ce ne danno il diritto. Il danno che l’ente locale ci ha arrecato ammonta a circa 2 milioni di euro. Abbiamo investito circa 2 milioni nella costruzione di un ristorante di cui adesso non so che farmene, visto che, senza i 31 appartamenti, risulta assolutamente sovradimensionato».

Per Forconi «il Comune ha temporaggiato inspiegabilmente facendo così scadere l’autorizzazione paesaggistica della Soprintendenza. Avevamo chiesto il permesso a costruire prima che scadessero i 5 anni di validità dell’autorizzazione paesaggistica, ma l’amministrazione comunale non ci ha mai risposto. Ribadiremo anche al Consiglio di Stato la richiesta di risarcimento che secondo i nostri calcoli è di circa 2 milioni di euro per i danni che abbiamo subìto, da ricondurre alla costruzione da ritenere adesso inutile del ristorante, ai soldi persi sulle previsioni di un’area di nostra proprietà che adesso, inevitabilmente, vale molto meno rispetto a quanto avrebbe potuto valere con 31 appartamenti dentro. Inoltre, ci sono le spese ingenti che abbiamo effettuato per i nostri tecnici e per le progettazioni».

Forconi trova contradditoria la nuova previsione di 400 metri quadrati di servizi: «Il Comune ha motivato l’annullamento delle previsioni edilizie con la propria volontà di preservare quell’area verde dal cemento. I 400 metri quadrati di servizi non sono forse cemento? Saranno certamente meno di 1.700 mq, ma sono pur sempre cemento. Avrebbero potuto chiedermi una riduzione dei volumi, ma non certo l’azzeramento. Su una riduzione dei volumi avremmo potuto discutere, ma l'annullamento è un atto davvero inspiegabile».

Paolo Federighi

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