Pini segnati con la vernice per far correre i suoi atleti
Scelgono i Tomboli dopo lo sfratto per la ristrutturazione dalla pista di via Napoli Simoncini: «Appena potremo rientrare nel nostro impianto ripuliremo tutto»
CECINA. Costretto a lasciare la pista rossa di via Napoli dov’è in corso la ristrutturazione, il gruppo dell’Atletica costa etrusca si è trasferito in pineta a Marina. Niente di strano, se non fosse per quei numeri bianchi e quelle frecce tracciate su una panchina e sui tronchi di alcuni pini dal tecnico della società Franco Simoncini. Un modo semplice e veloce per delimitare i percorsi e dare agli atleti indicazioni precise. L’idea, però, non è piaciuta a una signora che ieri pomeriggio, passeggiando con il cane al guinzaglio, si è fermata ed ha chiesto spiegazioni prima che lo facessero due agenti del commissariato.
Un passo alla volta. Il sodalizio guidato da Simoncini e Simone Francalacci è conosciuto per i risultati sportivi ottenuti dai suoi tesserati. Siccome l’anello sul quale i ragazzi svolgono gli esercizi non è utilizzabile perché gli operai sono al lavoro per sostituirne la corsie in gomma, gli allenatori si dividono tra Rosignano e Livorno in cui svolgono le sedute e preparano gli atleti alle gare. Tre o quattro pomeriggi alla settimana, sfruttano la bellissima pineta dove, all’ombra, possono correre senza problemi insieme agli appassionati che ogni giorno la frequentano.
Simoncini racconta la storia con pazienza e garbo. «Siamo nella zona del cancellone – spiega – dall’inizio di maggio e ci resteremo fino ai primi di giugno. A volte andiamo a Solvay, oppure al campo scuola di Livorno, ma qui ci troviamo bene. E siccome per correre servono misure precise, io una mattina sono venuto e le ho prese con il metro. Poi, con una bomboletta spray, ho scritto i numeri su una panchina di legno e sui pini. Il 400 identifica per esempio un percorso quadrato da me stabilito». Lo stesso vale per i 60, 150 e 200 segnati sugli alberi a determinate distanze.
Alla signora che camminava l’idea non è piaciuta. Prima ha osservato, poi si è fermata a chiedere perché qualche tronco fosse stato tinto, preoccupata per un ipotetico deturpamento dell’ambiente. Simoncini ha risposto che, in pineta, viene ormai da cinquant’anni e la considera un bene di grande valore, degno di rispetto e tutela. «Tanto che – prosegue – appena avremo finito e potremo rientrare alla pista, ripuliremo tutto». L’impegno è che questa macchia di verde meravigliosa rimanga un ecosistema intatto, privo di sfregi di ogni tipo. Ma una pattuglia della polizia, di passaggio, è intervenuta poco dopo per domandare e capire. Gli agenti hanno chiesto a Simoncini cosa fosse successo. L’allenatore dell’Atletica costa etrusca ha chiarito, ripetendo un’altra volta che il motivo delle scritte è solo visivo, non è uno spregio ne una bravata. Si presenterà comunque negli uffici della Forestale per raccontare la storia, garantendo che, tra qualche giorno, non ci sarà più nemmeno un segno.
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