Sicurezza
Gragnoli: «Serve chiarezza su quel gazebo rimosso»
CASTAGNETO CARDUCCI. Sul gazebo piazzato in mezzo alla carreggiata di via del Tirreno a Marina di Castagneto, finito al centro delle polemiche e poi smontato in attesa di una collocazione migliore...
CASTAGNETO CARDUCCI. Sul gazebo piazzato in mezzo alla carreggiata di via del Tirreno a Marina di Castagneto, finito al centro delle polemiche e poi smontato in attesa di una collocazione migliore interviene il consigliere di Insieme per Castagneto Benito Gragnoli. «Ho verificato la regolarità delle autorizzazioni – dice –, constatando un percorso burocratico rispettoso delle norme a fronte di prescrizioni tecniche da attuare prima della messa in opera non altrettanto rispettate».
Il consigliere d’opposizione entra nel merito. «Le stesse prescrizioni dicono testualmente: “Via del Tirreno dovrà essere oggetto di apposita regolamentazione stradale, mediante nuova e diversa segnalazione dei margini della carreggiata. L’area oggetto di occupazione (gazebo), dovrà quindi risultare esterna dalla carreggiata e dovrà comunque essere delimitata e protetta da fioriere o altri elementi, anch’essi posti al di fuori della carreggiata e dei quali dovrà essere garantita la necessaria visibilità particolarmente nelle ore notturne”. Può essere che, alla luce di quanto sopra, il gazebo è stato prontamente smontato?».
Gragnoli si rivolge a Elena Bartolomei, titolare in società col marito della pizzeria finita al centro della querelle: «In un suo intervento su Facebook a commento della vicenda dice due cose molto gravi e sulle quali c’è poco da scherzare». Ed entra nel dettaglio: «La prima affermazione è testuale: “Mio marito chiama anche i vigili per chiedere di mettere un cartello, loro (i vigili) dicono di tappare intanto quelli del parcheggio ed il resto si farà dopo”. Ed anche: “Se volete cercare qualcuno che non è in regola con qualcosa, ce ne sono altri, anche poco lontano, ma non certo noi” – sostiene Benito Gragnoli –. Queste due ultime affermazioni sono molto gravi e richiedono che, all’interno delle istituzioni, si faccia quanto prima chiarezza sulle risposte date e sulle presunte denunce».
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