Sicurezza
Una mamma d'oro non rimane al tappeto
Il ritorno di Giulia Quintavalle sul tatami dopo la nascita di Leonardo. Obiettivo: partecipare alle Olimpiadi di Rio del 2016
ROSIGNANO. Quando nel luglio del 2012 lasciò in lacrime il tatami alle Olimpiadi di Londra non sapeva ancora di essere incinta. La leonessa del judo, medaglia d'oro a Pechino nel 2008, prima donna a salire sul podio più alto nella storia del judo italiano, 4 anni dopo dovette accontentarsi del quinto posto.
La prese male, anzi malissimo. Pensava addirittura di gettare la spugna. «Adesso voglio pensare al mio matrimonio con Orazio, poi deciderò», disse al cronista del Tirreno. Ma al rientro in Italia la notizia più bella: Giulia Quintavalle, l'ex ragazzina terribile di Rosignano Solvay, sarebbe diventata mamma. Aveva 29 anni e una carriera sportiva esplosiva. In molti sentenziarono che il suo palmarès si sarebbe fermato a quella mattina d'estate, nella calura brumosa della capitale inglese. E invece, dopo due anni di pausa, Giulia torna in pista. Con il suo solito piglio agonistico, quello che la fece esultare un po' guascona dopo l'oro a Pechino: «E ora chiamatemi Primavalle…».
[[atex:gelocal:il-tirreno:cecina:cronaca:1.11459071:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.11459071:1652194896/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Il 12 e 13 luglio 2014 infatti Giulia riprende a combattere con le migliori judoka del mondo, nel Grande Slam di Tjumen, in Russia. Suo figlio Leonardo ha 15 mesi e l'aspetta dai nonni materni a Rosignano, la città delle ciminiere in provincia di Livorno dove Giulia è nata il 6 marzo dell'83. E che rimane la sua base d'appoggio, con mamma Marina, papà Fabrizio e i due fratelli: Manuel di sette anni più grande, e Michel, il suo gemello. A 31 anni, e dopo 24 mesi di pausa per maternità, super Giulia ha preso l'aereo ed è volata a Tjumen, porta d'accesso alla Siberia. Ma già a maggio aveva partecipato con la nazionale italiana all'Olympic Training Centre di Antalya, in Turchia. Lo scorso dicembre Giulia ha ricominciato ad allenarsi, nella sede di Ostia del gruppo sportivo della Guardia di finanza, di cui fa parte insieme al marito Orazio D'Allura, messinese, ex judoka delle Fiamme gialle. Una storia d'amore nata in palestra e coronata dai fiori d'arancio nel settembre 2012 in Sicilia. Pochi mesi dopo è nato Leonardo.
[[atex:gelocal:il-tirreno:cecina:cronaca:1.11459087:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.11459087:1652194895/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Era il 29 marzo 2013, Venerdì Santo, ricorda la cognata Chiara. Un lungo travaglio e una gioia immensa, che Giulia commentò con la solita ironia: «Il parto è stato più faticoso delle Olimpiadi». La maternità l'ha assorbita completamente, ha allattato e si è presa cura del figlio rimanendo lontana dallo sport. Ma a dicembre il richiamo del tatami è arrivato. Prepotente. E con un obiettivo nemmeno nascosto: partecipare alle Olimpiadi di Rio del 2016. In palestra a volte Giulia porta anche Leo, che ha già un suo piccolo tappeto. Le gare di questo weekend sono un test importante, al quale il mondo sportivo guarda con particolare attenzione proprio per il rientro di mamma Giulia. Che sfoggia una forma fisica perfetta, gareggiando nella categoria 57 chili, la stessa cui apparteneva prima della gravidanza. Anzi il suo metabolismo è migliorato, aiutandola a rimanere con più facilità nel peso, mentre prima era costretta a seguire diete rigidissime per non sforare. Dunque occhi puntati sul Grande Slam: una competizione che le regalò già un argento nel 2007. Allora il torneo si svolgeva a Mosca e si chiamava Super World Cup: Giulia arrivò seconda, battuta solo dall'austriaca Sabrina Filzmoser.
Dopo Pechino, l'azzurra conquistò l'oro nei campionati europei a squadre nel 2010. Ultima vittoria internazionale nell'ottobre dell'anno successivo, quando si impose al Grand Prix di Abu Dhabi. A Tjumen è la prima volta dalla nascita di Leo. Un weekend ghiotto per gli appassionati di judo, perché il Grand Slam è il torneo più importante della stagione dopo quelli di Parigi e Baku. Vi partecipano più di 300 atleti, tra i quali 13 azzurri. Certo, la strada per Rio è lunga e faticosa: è un sacrificio notevole conciliare casa, figlio e agonismo, con allenamenti e lunghe trasferte, ma Giulia, raccontano in famiglia, è assolutamente determinata a disputare la sua ultima Olimpiade. E il clan Quintavalle, fratelli in testa, la sosterrà in pieno come sempre. Il fratello Manuel e la moglie Chiara pensano già ai biglietti per il Brasile. «Grande Giulia, ce la farà anche stavolta!» Con il piccolo Leo sul tatami junior.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
