La manifestazione
«Il Comune sbaglia cancello, non è il nostro»
Il legale della Futura snc: «Nelle carte del regolamento urbanistico l’ingresso è a fianco, lato ovest»
CASTIGLIONCELLO. «Chiunque vada a prendere il regolamento urbanistico del demanio marittimo vedrà che il Comune ha sbagliato cancello». Sono parole dell’avvocato Marco Mirani, legale della Futura snc, che venerdì scorso ha scritto all’amministrazione per chiarire la posizione dei proprietari della villa ex ristorante Torre Medicea. Lettera alla quale Mirani ha allegato, tra i vari documenti, anche le copie cartacee di due documenti che sono rintracciabili anche sul sito internet del Comune. Si tratta delle norme di attuazione del regolamento urbanistico, sezione demanio marittimo. «Nella parte che riguarda - spiega Mirani - gli accessi alle spiagge pubbliche, la carta d-al5, è evidente che ci sia un passaggio pubblico al mare da piazza della Torre alla baia della Cianciafera, che il Comune fa bene a difendere». Quel che il legale della Futura snc mette in evidenza è che il percorso del camminamento «così come indicato anche nel censimento degli accessi al demanio marittimo, anch’esso presente sul sito del Comune, non passa dalla proprietà della Futura snc, ma attraverso un cancello a fianco, più a sinistra».
L’avvocato Mirani, che fa sapere come l’incontro con l’amministrazione per discutere della vicenda sia in programma nella giornata di domani, non ha problemi a spiegare che nei mesi passati sono sempre stati i rappresentanti della Futura snc a mettere catene e lucchetti al cancello abitualmente utilizzato da residenti e turisti per scendere da piazza della Torre alla spiaggia sotto l’ex villa Godilonda. «Ripeto che dalle carte dello stesso Comune - prosegue il legale - è evidente che il tracciato del sentiero non passa attraverso il cancello della Futura, ma da uno a fianco, sul lato sinistro». Ad osservare la zona, è chiaro che l’avvocato fa riferimento al cancello ortogonale a quello usato per scendere alla Cianciafera, che delimita un’altra proprietà privata.
«La nostra posizione - ribadisce Mirano - non è negare che ci sia un passaggio pubblico, ma che il passaggio usato finora sia quello sbagliato. Sicuramente si è trattato di un errore incolpevole, però non fa piacere che vada avanti. Se invece l’amministrazione ci dirà che il regolamento urbanistico è inesatto o sbagliato, ci devono spiegare il motivo».
Anna Cecchini
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