La manifestazione
Pronto soccorso, bisogna fare presto
Cecina, il sindaco Lippi sulla decisione di far tornare Pennati in pianta stabile: fondamentale dirigere bene le attività del reparto. No a piani al ribasso sull'ospedale unico
CECINA. «E' necessario che facciano alla svelta, in modo che il pronto soccorso sia efficiente da giugno con l'avvio della stagione turisica». Samuele Lippi, presidente della Società della salute e primo cittadino di Cecina, commenta così il piano di riorganizzazione del reparto di emergenza urgenza dell'ospedale cittadino annunciato dall'Asl 6.
L'azienda, è bene ricordarlo, nei giorni scorsi (a inizio settimana) ha spiegato l'intenzione di non assumere medici al pronto soccorso per l'estate, ma di prevedere invece una turnazione diversa degli otto professionisti attualmente attivi. Il giorno dopo l’azienda deve averci ripensato, annunciando il ritorno alla struttura cecinese di Paolo Pennati, primario del pronto soccorso locale a cui nei mesi scorsi era stata affidata (a scavalco) anche la gestione del pronto soccorso di Livorno. Una decisione che in verità era già stata prevista dall'azienda sanitaria nelle settimane scorse. È datata infatti 11 maggio la determina 254 del direttore generale dell'Asl 6, in cui si annuncia l'intenzione di bandire un concorso per individuare un primario per il pronto soccorso livornese. Una delibera dalla quale si evince chiaramente l'intenzione di riportare Paolo Pennati a Cecina.
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Il sindaco Lippi non nega di essere stato a conoscenza che l'idea dell'Asl fosse quella di recuperare a pieno la professionalità di Pennati sul pronto soccorso di Cecina, ma sottolinea come tutto sia legato ai tempi di attuazione del progetto. «È vero - dice Lippi - che l'Asl ha bandito già nei giorni scorsi il concorso per il primario del pronto soccorso livornese, con la volontà quindi di riportare Pennati a Cecina. Ma questa era una procedura da effettuare probabilmente in tempi lunghi, invece adesso l'azienda sanitaria ha annunciato il ritorno del primario in tempi brevi. E così deve essere. L'importante è che Pennati torni da subito al pronto soccorso di Cecina, anche perché credo che la direzione dell'attività del reparto sia fondamentale». Come a dire, insomma, che il problema delle lunghe attese al pronto soccorso cittadino potrebbe essere non certo risolto ma almeno contenuto con una riorganizzazione totale dell’attività di assistenza.
Quanto al fatto che l’Asl 6 ha confermato di non avere intenzione di potenziare l’organico dei professionisti, Lippi sembra non volersi esporre troppo. «Non sono un esperto del settore - premette il primo cittadino - ma l’azienda sostiene che quel numero (otto unità in genere suddivise in turni 3-3-2, come ha spiegato la spiegato la stessa Asl) è sufficiente. Secondo me, in certi momenti due medici soli in turno non sono sufficienti. Certo molto dipende anche da come si distribuiscono i pazienti sul territorio. Credo che quando partiranno i Pet (punti di emergenza territoriale) ci sarà meno gente al pronto soccorso. Comunque, già il fatto che torni attivo il primario e che si assumano 5 fra infermieri e Oss, è un segno positivo. Diciamo che è importante che ci sia stato un segnale di vita, quello che mi auguro è che questo piano venga attuato velocemente».
l presidente della Società della salute e sindaco di Cecina interviene anche sul tema dell’ospedale unico tra Cecina e Piombino. Modello che secondo Lippi, se organizzato correttamente, ha le caratteristiche per rispondere alle esigenze dei cittadini. «Per noi - spiega - l’applicazione della riforma regionale necessita un ripensamento generale delle attività sanitarie sul territorio». Il sindaco sottolinea che dovrà essere fatta un’analisi dettagliata dei servizi, «anche perché in Toscana ci sono molti doppioni». Quanto alla revisione della sanità locale sottolinea che «bisogna capire come poter spostare risorse e personale nell’ottica di una e razionalizzazione. Diamo tempo di studiare progetto, certo la nostra intenzione è di dare servizi efficienti ai cittadini. Questa non deve essere un’operazione al ribasso». Quanto mai tempi per arrivare all’integrazione dei due ospedali, Lippi parla di alcuni mesi «anche perché a luglio ci sarà la riorganizzazione verticistica delle Asl».
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