Il Tirreno

lo strappo nei democratici

Pd, ora i dissidenti si organizzano

Bianchi e compagni: «Non vogliamo costruire il solito partitino»

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ROSIGNANO. Primo incontro pubblico per il gruppo dei dissidenti, capitanato da Michele Bianchi, che ha deciso di lasciare il Pd. Dall’iniziativa è emersa la necessità di costruire un progetto nuovo «che non sia l'unione delle dirigenze dei vari partiti che stanno alla sinistra del Pd. Un progetto che interrompa l'abitudine a dividersi tipica della sinistra italiana ed avvii un processo di unità. Non vogliamo e non parteciperemo alla costruzione dell'ennesimo partitino dello 0,01% così come non vogliamo costruire un'aggregazione meramente elettorale fatta di tante bandierine messe insieme in modo artificiale», fa sapere Bianchi. Ecco perché è stato deciso di far partire questo percorso al di fuori e lontano da scadenze elettorali. «Perché è necessario - dice Bianchi -, attraverso un dibattito aperto e vero, costruire quei pilastri che saranno la base su cui dar poi concretezza ad un'idea di governo. Questo processo non può che avvenire attraverso un percorso di studio collettivo». La nuova realtà, così hanno stabilito Bianchi e compagni, «dovrà saper comunicare le proprie idee con semplicità ed immediatezza. Questo progetto dovrà mirare alla costruzione di una società di persone per le persone e non di finanza per i mercati. Auspichiamo che anche altri si vogliano unire a questo percorso». Il gruppo ha deciso di preparare un documento per punti da mandare a Civati come contributo all'organizzazione dell'iniziativa che si terrà a livello nazionale.

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