La manifestazione
I primi cinquant’anni degli scout cecinesi
Un maxi raduno che si conclude oggi, con i pionieri e i giovani. E poi una mostra storica, giochi all’oratorio e un convegno
CECINA. Con la messa in Duomo di venerdì sera, don Candido de Andrade ha aperto in via ufficiale i festeggiamenti per i cinquant’anni di scoutismo in città. Le celebrazioni sono proseguite con gli appuntamenti di ieri pomeriggio al Comune Vecchio con l’inaugurazione della mostra fotografica e il convegno dal titolo “Il coraggio di educare”, i giochi organizzati all’oratorio e lo spettacolo “Canzoni e Sorrisi”. Stamani, partita di scoutball no stop in via Volta aperta a tutti (ore 9.30) e poi chiusura. Oltre duecento tra ragazze e ragazzi, capi del passato e del presente, genitori e amici sono partiti poco prima della nove da piazza Carducci per raggiungere la chiesa, cantare e assistere all’alzabandiera. Poi sono entrati e si sono seduti sulle panche, non prima di avere salutato don Secondo Macelloni, il fondatore del movimento nel 1965, per il quale «intraprendemmo con un gruppo di adolescenti un cammino che si rivelò giusto».
Una frase toccante quanto l’abbraccio dei primi adepti, Carla Schiavina e Giorgio Guzzonato, corsi a salutarlo ricordandogli con la voce rotta dal pianto qualche simpatico episodio. Al sacerdote, due rappresentanti di questa grande comunità, la cui uniforme identifica una scelta precisa e uno stile di vita, hanno regalato una foto di un’epoca che non esiste più. «Chi parla con gli scout – ha detto don Candido – ha la sensazione di avere davanti una persona affidabile». E pronta, nella vita di tutti i giorni, ad applicare i principi di Robert Baden Powell, l’ufficiale inglese che divulgò il messaggio di fratellanza universale puntando sulla formazione del carattere, la dimensione spirituale, la salute e il servizio al prossimo, inteso come capacità di aiutare chi ha bisogno. Un segno di distinzione, che ha fatto conoscere l’esperienza nel mondo.
In duomo erano presenti anche il sindaco Samuele Lippi e l’avvocato Paolo Barabino, capogruppo di Forza Italia. Oggi, ancora festa nel nome dello sport e della sana competizione con la partita di Scoutball no stop aperta a tutti, una tradizione, fino all’ora di pranzo, quando ragazzi e capi si stringeranno per l’ultima volta la mano.
Michele Falorni
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