Proteste
Bus e sicurezza, venti indagati
Scoppia la bufera su Ctt. L’indagine si sta allargando: nel mirino il direttore della Motorizzazione, tecnici dell'azienda e anche ditte private. Le ipotesi di reato sono falso, attentati alla sicurezza dei trasporti e corruzione
LIVORNO. Un sistema di scambi di favori, regali e altri benefici, a discapito della sicurezza dei mezzi pesanti, sia bus sia camion e tir privati. Sarebbe questo il motore che avrebbe dato vita all’associazione per delinquere - una ventina in tutto gli indagati - su cui stanno lavorando gli agenti della polizia stradale, insieme ai carabinieri, coordinati dalla Procura guidata dal procuratore capo Francesco De Leo.
Un vero terremoto quello che sta coinvolgendo non solo l’azienda del trasporto pubblico interprovinciale Ctt (in cui è confluitaa l’ex Atl), ma anche la Motorizzazione, articolazione amministrativa del Ministero dei Trasporti, più una serie di ditte di camion private che hanno sede in particolare nella parte sud della provincia, soprattutto tra Rosignano e Cecina. L’indagine sul trasporto si sta allargando sempre di più e ora sta coinvolgendo anche i privati. Tutto, secondo gli investigatori, sarebbe basato su un’ipotesi di illecito semplice quanto preoccupante: chi avrebbe dovuto tenere i veicoli come si deve non l’ha fatto. E chi avrebbe dovuto accorgersi delle magagne non ha vigilato. Da una parte dunque nell’occhio del ciclone ci sono Ctt e ditte private (che secondo le ipotesi di indagine non avrebbero lavorato bene nella manutenzione dei mezzi) e dall’altra c’è la Motorizzazione (che invece ha il compito di controllare ma che, sempre secondo le verifiche di chi indaga, non l’avrebbe fatto). Il punto però è che a fare le spese di questo sistema sarebbero gli utenti dei mezzi. È per questo che, nel corso delle indagini, gli agenti della sezione giudiziaria della polizia stradale hanno effettuato le due recenti ispezioni nel deposito livornese della Ctt di via Meyer.
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Sopralluoghi che hanno portato a sigillare dieci mezzi risultati non idonei, proprio sotto al profilo della sicurezza. Maxi sequestro che si aggiunge a uno precedente, che risale al 2013, quando gli stessi agenti della polizia stradale ne avevano già fermati due. In tutto, sono una ventina di indagati: l’elenco delle persone coinvolte si sta dunque allargando.
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