Il Tirreno

AMBIENTE

Nube maleodorante sulla 206, Arpat scopre rifiuti interrati

L'area sulla via Emilia dove è stata avvertita la nube maleodorante nei giorni scorsi
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L'area sulla via Emilia dove è stata avvertita la nube maleodorante nei giorni scorsi

La zona individuata è un terreno privato sul territorio di Castellina in cui sono state accumulate ferraglie, bombole del gas e e altri materiali. Dal 14 maggio via alla bonifica

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VADA. Scoperta la causa della nube maleodorante che decine di automobilisti hanno segnalato nei giorni scorsi lungo la via Emilia, all’altezza dell’uscita di Vada dell’autostrada Tirrenica. Una nube che, nonostante gli svariati interventi dei vigili del fuoco, di Asa e Arpat, per alcuni giorni è rimasta un giallo.
Ieri nel tardo pomeriggio la svolta. È emerso, infatti, che i cattivi odori erano probabilmente causati da cumuli di rifiuti, parzialmente interrati, che sono stati trovati su un terreno privato nella zona del Malandrone, sul territorio di Castellina. Si tratta di un accumulo di ferro, vecchie bombole del gas e altri materiali, ancora da verificare con chiarezza. Della bonifica dell’area, già da oggi, si occuperanno i vigili del fuoco di Saline.

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Arpat era stata attivata lunedì scorso dopo numerose segnalazioni di odore di gas  percepite dai cittadini, in particolare nelle notti tra l’8 e il 9 maggio e poi ancora tra il 10 e l’11, nella zona tra i caselli autostradali di Rosignano e la zona del Malandrone, lungo la via Emilia. Dai primi rilievi, fatti dai vigili del fuoco di Cecina e dai tecnici Asa, era emerso che l’odore avvertito non era associabile a fughe di gas. «Il primo sopralluogo dei tecnici Arpat si legge in una nota dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale toscana - si è svolto lunedì 11 maggio, con ilcomandante della Polizia stradale, nelle aree in cui era stata avvertita la maleodoranza». In un primo momento sono state controllate due aziende floro-vivaistiche, risultate estranee agli episodi.

«L'attività di Arpat - si legge ancora nella nota - è proseguita martedì con la raccolta dei riferimenti spazio temporali delle segnalazioni di maleodoranze e dei dati meteo locali (direzione e intensità del vento)». Grazie all’analisi intrecciata di questi dati è stata circoscritta una zona ben precisa. «L'area  - termina la nota - è un terreno privato, nel territorio di Castellina, ingombro di materiali e dal quale si diffondono le maleodoranze che sono state percepite fino ad oggi». Sul posto anche il sindaco di Castellina, la Protezione civile ed Asa, oltre che i vigili del fuoco di Saline che si occuperanno della bonifica. Da capire le eventuali responsabilità del proprietario del terreno.

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