Sicurezza
Gli operai della Smith chiedono aiuto a Orlando
Il ministro tiene a battesimo la campagna elettorale di Cecchi e Anselmi I lavoratori: «Grazie per l’interessamento, i macchinari restino qui»
CECINA. L’incontro organizzato col ministro della Giustizia Andrea Orlando che si è tenuto lunedì sera al Comune Vecchio e promosso da Rifare l’Italia si è incentrato, giocoforza, sul tema del lavoro: tema di scottante attualità, testimoniato dalla presenza in sala di due dei 193 dipendenti della Smith di Saline di Volterra che rischiano il posto di lavoro. I quali hanno ringraziato le istituzioni per la vicinanza dimostrata e l’attenzione con cui seguono la loro vertenza ed hanno chiesto fortemente che l’azienda lasci a Saline gli strumenti di lavoro di quella che orgogliosamente i dipendenti definiscono la “Ferrari dello Scalpello”.
A fare gli onori di casa il segretario dell’Unione Comunale del Pd Filippo Costalli che ha aperto la strada agli interventi dell’onorevole Silvia Velo, prima, e di Michela Cecchi e Gianni Anselmi poi. Se Velo ha tracciato un quadro politico del rinnovamento che Renzi ha portato nel partito e nel Paese accelerando sul processo di riforme, Michela Cecchi candidata al consiglio regionale si è soffermata più specificatamente sulle questioni locali: il tema di una sanità che funzioni, la scuola e l’avviato processo di riforma ed il turismo come sistema.
Quindi è stata la volta di Gianni Anselmi. L’ex sindaco di Piombino, capolista Pd alle regionali, ha invece puntato sulla territorialità, ovvero sulla sinergia tra Cecina, Rosignano e la Val di Cornia che è fondamentale non solo per lo sviluppo del polo siderurgico ma anche della piccola e meda impresa e del turismo.
Ha concluso, quindi, il ministro Orlando. Che ha sottolineato “il valore politico” di queste elezioni regionali: qui si gioca - ha detto - una partita decisiva per il futuro delle riforme. Ha poi avverito e messo in guardia la platea dl risorgere di nuove forme di populismo, certe derive razziste e qualunquiste, definite vere e proprie forme di “fascismo”
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