Lutto
Foce del Renaione, via libera ai lavori
San Vincenzo, verranno posizionati sulla spiaggia oltre 700 metri cubi di inerti di cava per favorire il deflusso verso il mare
SAN VINCENZO. Via alla realizzazione, nei prossimi giorni, del progetto di regimazione della foce del fosso Renaione, in pieno centro urbano. La Provincia ha autorizzato, lo scorso 8 maggio, il posizionamento alla foce di inerti di cava e geotessuto e la movimentazione provvisoria e ricollocazione in sito della sabbia dell’arenile al fine del ripristino della foce stessa. Il ripristino della foce del Renaione, che affaccia sulla spiaggia tra gli stabilimenti Il Delfino e Mediterraneo, è stato richiesto per anni dagli stessi balneari, dai turisti e dai residenti.
Molti, infatti, sono stati in questi anni i casi di sversamento sull’arenile e in mare, in occasione di forti piogge, dei liquami provenienti dal letto del fosso. Il progetto, in origine, prevedeva una sorta di scivolo in cemento, poi trasformato in un più sensato e reversibile scivolo in pietre che permetterà di agevolare l’avvio dell’acqua verso il mare impedendo la formazione di una profonda buca sulla spiaggia col deflusso dell’acqua. Una buca che, tra l’altro, ha costituito in questi anni un reale pericolo specie per i bambini e un motivo di insalubrità per il ristagno dell’acqua.
Nel marzo 2014 la Provincia richiese al Comune delle integrazioni per il progetto di regimazione della foce del Renaione. «Occorre tenere presente – sottolineò in quell’occasione l’assessore provinciale alla difesa del suolo e protezione civile, Maria Teresa Sposito – che nell’ambito del demanio idrico non si possono fare opere di intralcio al regolare deflusso delle acque senza una preventiva autorizzazione da parte dell’Autorità idraulica. Da tempo, a causa dei cambiamenti climatici, assistiamo a fenomeni meteorologici caratterizzati da forti precipitazioni, con vere e proprie bombe d’acqua, che hanno conseguenze pesanti sui territori. Per questo motivo occorre fare la massima attenzione quando si progettano opere che intervengono sui corsi d’acqua perché, come abbiamo visto anche nei mesi scorsi in varie parti d’Italia, gli effetti possono essere devastanti per le persone e per le cose».
Il progetto rivisto e ora autorizzato dalla Provincia prevedrà il posizionamento sull’arenile, alla foce del Renaione, di circa 390 metri cubi di inerti di cava con pezzatura tra 100 e 400 chili e di 390 metri cubi con pezzatura tra 1.500 e 4.000 chili, oltre a geotessuto e alla movimentazione e ricollocazione in sito della sabbia per il ripristino della foce. Gli inerti che saranno utilizzati sono estratti dalla cava di Montepeloso a opera della società Ica di Suvereto. Le disposizioni della Provincia sono chiare: le attività non dovranno interessare la battigia, le sabbie movimentate dovranno essere ricollocate in sito e il Comune di San Vincenzo è chiamato ad assicurare la compatibilità dell’intervento anche con le esigenze della balneabilità in considerazione della stagione balneare.
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