Sicurezza
Cardiologo chiede i dati sulla mortalità
Rosignano, il medico Claudio Marabotti, noto professionista, scrive al sindaco di Rosignano per chiedere un'analisi statistica sul mesotelioma e altri tumori
ROSIGNANO. Dopo la pubblicazione sui dati epidemiologici relativi alle cause di morte nel territorio comunale, il dottor Claudio Marabotti, noto cardiologo in servizio presso l’ospedale di Cecina nonché ricercatore associato dell’Istituto di Fisiologia Clinica Cnr e docente della Scuola Superiore sant’Anna di Pisa, chiede al sindaco Alessandro Franchi alcuni chiarimenti e auspica che si faccia luce sul problema anche attraverso un’analisi statistica inferenziale relativa ai dati di mortalità causati da mesotelioma e da altre tipologie di tumori. Lo chiede attraverso una lettera pubblica rivolta a Franchi in qualità di «massima autorità sanitaria del nostro comune» come scrive lo stesso medico.
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Marabotti inizia da una dolorosa esperienza personale: la morte del padre causata da mesotelioma pleurico. «A fine 2014 - scrive il cardiologo - ho analizzato i dati epidemiologici sulle cause di morte nella nostra zona e, nel mare di cifre che raffrontano l’incidenza di patologie osservate qui rispetto alle medie italiane, mi sono balzati agli occhi alcuni dati». Per quanto concerne il mesotelioma: «nel nostro Comune c’è un eccesso marcatissimo di casi di mesotelioma pleurico. Si parla di una incidenza di oltre il 300 per cento rispetto all'atteso, cioè oltre tre volte l'incidenza media italiana, sia per i maschi, sia per le femmine. In dieci anni ci sono stati 16 morti per mesotelioma pleurico in più rispetto all'attesa». Marabotti sottolinea anche dati aggiuntivi su questo tema. «ll mesotelioma è un tumore amianto-correlato. Il fatto che anche le donne, tradizionalmente meno esposte professionalmente agli inquinanti industriali, siano maggiormente colpite può indicare un possibile inquinamento da amianto di tipo ambientale (quindi non solo legato alla esposizione professionale-industriale)».
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Inoltre, secondo il medico: «I dati sulla maggiore incidenza di mesotelioma sono estremamente solidi, perché l'incidenza di questa malattia è notevolmente più alta in tutta la Asl 6 (il 250% nei maschi ed il 190% nelle femmine) verosimilmente per la presenza di altre zone industriali, come i cantieri e le raffinerie a Livorno e le acciaierie a Piombino). Ma i dati di Rosignano, dove la fabbrica Solvay rappresenta una fonte potenziale di inquinamento da amianto, sono marcatamente più alti rispetto a quelli medi dell'Asl». Per quanto riguarda gli altri tumori, Marabotti prosegue: «Nel nostro Comune è stata registrata una mortalità superiore alle attese anche per altri tumori: linfomi non-Hodgkin (20% di incidenza in più rispetto alle attese), tumori della mammella (15% in più rispetto alle attese). Anche l’eccesso di mortalità per tumore della mammella appare un dato verosimilmente solido, perché si ripete anche nei comuni vicini (Cecina), nella zona Bassa val di Cecina e nell'intera Asl 6. I dati del comune di Rosignano sono però, ancora una volta, i più alti».
Ma non ci sono solo le malattie neoplastiche. «La mortalità per malattie cardiovascolari – continua il medico nella lettera rivolta al sindaco - è risultata maggiore nel nostro Comune, in quello di Cecina, nella zona Bassa val di Cecina e nell’intera Asl6. Anche le malattie cardiovascolari possono essere correlate all'inquinamento ambientale - prosegue - perché molte sostanze inquinanti possono danneggiare la parete delle arterie, dando inizio ai processi di degenerazione che hanno, come conseguenze finali, infarti ed ictus. Come per il tumore alla mammella, il fatto che l’incidenza sia maggiore in tutte le zone campionate – dice Marabotti - rende il dato solido e probabilmente non legato a fluttuazioni statistiche casuali. Qui le percentuali di eccesso sono più basse (dall'1% al 13% rispetto alle attese), ma le malattie cardiovascolari sono talmente comuni che anche piccoli scostamenti determinano grandi numeri in termini di morti in eccesso. Nell'intera Asl 6, queste percentuali di scostamento rispetto alle attese determinano un eccesso di oltre 1500 morti in 10 anni. È ovvio – prosegue - che da queste cifre “grezze” non si può trarre alcuna conclusione, in quanto le variazioni potrebbero essere frutto del caso. Però bisogna chiarire, e bisogna farlo presto».
Per chiarire, secondo il cardiologo, ci vuole un’analisi statistica inferenziale, che risponda a questa semplice ma fondamentale domanda: «gli eccessi di mortalità sopra evidenziati sono compatibili con il caso? Una risposta negativa, cioè se le variazioni non potessero ragionevolmente essere imputate al caso – prosegue il cardiologo - significherebbe che l’ambiente del nostro Comune espone gli abitanti al rischio di contrarre malattie gravi, spesso mortali; una situazione non dissimile a quella della terra dei fuochi della Campania o dell’area intorno all’Ilva di Taranto». «Non so - termina - se un simile approfondimento (per cui servono pochi giorni di lavoro da parte di un esperto in biostatistica) sia stato fatto; dal 23 gennaio, data dell’incontro con il direttore generale Asl, non ho più avuto notizie in merito da parte degli organi di informazione». Claudio Marabotti conclude la sua lettera chiedendo al sindaco «di chiarire cosa è stato fatto finora e cosa verrà fatto nel prossimo futuro». A seguire, i cordiali saluti.
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