Il Tirreno

Nube maleodorante, rilievi dell’Arpat

di Anna Cecchini
Nube maleodorante, rilievi dell’Arpat

Allarme per un odore acre sull’Emilia, intervento di vigili del fuoco e tecnici Asa: nessuna fuga di gas. Resta il giallo

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VADA. La nube maleodorante che da giorni viene percepita dai passanti lungo la via Emilia non è legata a una fuga di gas o ad anomalie nelle condutture del metano. Lo hanno stabilito i tecnici di Asa, intervenuti in due occasioni lungo la provinciale 206 insieme ai vigili del fuoco del distaccamento di Cecina. Una certezza che però non rassicura i residenti della zona e i molti passanti che transitano sulla via Emilia,per i quale la nube maleodorante avvertita negli ultimi tempi resta un giallo.

Le segnalazioni ai vigii del fuoco si susseguono da giorni. Molti gli automobilisti di passaggio lungo la via Emilia - nel tratto all'altezza dell'uscita dell'autostrada Tirrenica - che, soprattutto dopo le 20, hanno fatto presente di avvertire un odore acre molto intenso. Chiaro che in tanti devono aver penato che potesse trattarsi di una nube di gas. Ecco che tra i passanti si è creato un vero e proprio allarme, per il timore che ci fossero fughe di metano e che magari si potessero addirittura sprigionare incendi. Per quanto riguarda l'ufficio ambiente del Comune, il vicesindaco e assessore alla protezione civile Daniele Donati fa sapere che gli uffici non hanno ricevuto sino ad ora segnalazioni di questo tipo.

I vigili del fuoco, visto l'allarme che si è creato, hanno più volte verificato la situazione nell'area, che corrisponde alla zona del Malandrone - al confine con il territorio di Castellina - senza mai appurare con chiarezza la presenza della nube. Due le occasioni in cui l'odore intenso è stato percepito in modo evidente, non solo dai passanti ma anche dagli operatori del punto Sat (anche loro hanno contattato i pompieri). Il primo episodio risale alla notte fra l'8 e il 9 maggio, mentre il secondo in quella fra il 10 e l'11 maggio. In ambedue le occasioni sulla via Emilia, insieme ai vigili del fuoco, è arrivata anche una squadra di Asa (che si occupa del regolare funzionamento delle condutture del metano), che con le apposite attrezzature in dotazione ha controllato lo stato di manutenzion delle condutture del metano che passano nella zona. Ieri, dopo le verifiche svolte nella notte insieme a una squadra dei vigili del fuoco, da Asa è arrivata la rassicurazione che l'odore intenso avvertito anche tra domenica lunedì dagli automobilisti di passaggio non era da addebitare a fughe di gas metano.

Dato però il susseguirsi di segnalazioni, nella nottata fra domenica e ieri è stato chiesto anche l'intervento dei tecnici di Arpat (Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana), che ieri sono effettivamente andati lungo la via Emilia per tentare di fare chiarezza sulla natura della nube maleodorante, che tra l'altro durante il giorno viene non viene praticamente percepita. Esclusa da Asa la fuga di gas, infatti, le altre ipotesi che possono essere correlate alla percezione di un odore piuttosto intenso conducono all'utilizzo di concimi particolarmente aggressivi o allo sversamento, magari in certi momenti della giornata, di liquami nel terreno i in fossati che corrono nella zona. Dalle verifiche fatte da Arpat, che ieri ha anche ispezionato due aziende agricole situate nelle vicinanze del casello autostradale, finora non risultano casistiche di questo tipo. Così il mistero della nube maleodorante si infittisce. Intanto Arpat garantisce l'intenzione di tenere sotto controllo la zona, per capire se il fenomeno si ripeterà.

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