Sicurezza
Dal carcere al bunker la scommessa di Gioia
ROSIGNANO. Dalla cella al bunker. Per l’ennesima volta la vita di Francesco Gioia si divide tra le sbarre del carcere e i manubri della palestra. Gioia, 35 anni di Rosignano, lo scorso giugno...
ROSIGNANO. Dalla cella al bunker. Per l’ennesima volta la vita di Francesco Gioia si divide tra le sbarre del carcere e i manubri della palestra. Gioia, 35 anni di Rosignano, lo scorso giugno annunciò direttamente dal profilo personale di Facebook che sarebbe dovuto tornare in carcere. Una vecchia condanna a 4 anni e 2 mesi, dei quali la metà ancora da scontare, per una rapina nel 2007 alla quale avrebbe partecipato. Gioia quella rapina ancora oggi continua a negarla, anche se mai ha negato il suo pedigree di militante anarchico. Anzi, questi mesi di carcere, così come i precedenti due anni già scontati tra il 2010 e il 2012, hanno rafforzato il suo spirito da “Pitbull”. E, dopo aver fondato nella sua prima “rinascita” fuori dal carcere la palestra “Bunker 48”, essersi sposato e aver vinto il titolo italiano di Strongman, l’uomo più forte d’Italia è pronto a tornare nuovamente alla vita di tutti i giorni. Nel 2007 Gioia fonda la palestra “Bunker 48”, vince due edizioni consecutive del campionato italiano strongman, rappresenta l’Italia ai campionati Europei Irlanda e prende parte a varie trasmissioni televisive. Fra un impegno e l’altro, poi, collabora con scuole e associazione benefiche della zona. Il passato turbolento sembra alle spalle. «Una riscossa personale? So che ho costruito tutto sulla fatica e sul duro lavoro e senza trascurare l’impegno sociale – ci spiga Gioia prima di rientrare in carcere dopo i giorni di permesso per le festività pasquali – tutto questo, però, non mi ha sottratto dalle mie responsabilità, ovvero quello di saldare il debito verso le istituzioni, ovvero altri due anni di carcere». La moglie nonché strongwoman Luisa Della Rocca porta avanti la palestra e si occupa di organizzare alcuni eventi Strongman, anche di livello internazionale. Molti di questi destinati all’associazioni “Amici per la coda”, ente benefico per la salvaguardia di cani e gatti in difficoltà. Il Bunker, seppur senza il suo leader, non resta inattivo: Marco Guccione, Gianmarco Bollaro e ancora di più Iulian Irmina, vincitore del campionato italiano Strongman 2014, ne tengono alti i colori. Anche Gioia non resta certo con le mani in mano e inizia il suo percorso nel sistema carcerario. «Mi sono iscritto al quinto anno di ragioneria e contemporaneamente, per non essere di peso a nessuno, ho iniziato a lavorare all’interno del carcere – spiega Gioia - ho iniziato facendo lo “scopino”, cioè spazzino e inserviente. Poi come distributore di pasti ai detenuti e anche come ruolo di “piantone” prestando assistenza ad un amico detenuto disabile. Alla fine ho fatto pure quello che viene definito il ruolo di “spesino”, ovvero chi si occupa della raccolta ordini e distribuzione di tutti quegli articoli che si possono acquistare in carcere».
Nel carcere “Le Sughere”, poi, sta nascendo una sezione di alta sicurezza e vista la necessità di allestire una palestra Gioia viene incaricato dell’allestimento e della supervisione della stessa. «Credo che, indipendentemente dalle avversità, si può sempre migliorare, per questo anche nella palestra del carcere non batte di certo la fiacca – aggiunge ancora lo strong man di Solvay – grazie ai permessi premio ho potuto partecipare alla gara Strongman in occasione della fiera “Expo Motori 2015” a Pontedera conquistando un buon terzo posto».
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