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risparmio energetico

Caldaie, obbligo di filtro: l’acqua è troppo “dura”

Un tecnico a lavoro su una caldaia a metano
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Un tecnico a lavoro su una caldaia a metano

Cecina, la norma introdotta per ridurre i consumi di energia degli impianti termici. Previsti controlli e sanzioni per chi non si adegua da 500 a 3.000 euro

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CECINA. L’acqua è troppo “dura”, serve un filtro all’ingresso della caldaia. Un obbligo di legge che si propone di evitare che l’impianto consumi troppa energia, quindi sia troppo inquinante. La soglia oltre la quale scatta è fissata a 15 gradi francesi, l’unità di misura con cui si esprime il contenuto di sali di calcio e magnesio disciolti nell’acqua. Ed è un valore che non risparmia nessuno a Cecina come a Rosignano e in tutti gli altri comuni della fascia costiera e collinare. A introdurre la novità è il regolamento regionale che il 3 marzo scorso ha recepito le indicazioni dell’Unione europea, adottate dall’Italia con il decreto del presidente della Repubblica numero 74 in materia. Oggetto l’esercizio, la conduzione, il controllo, la manutenzione e l’ispezione delle caldaie. A cambiare è anche il libretto della caldaia dove, appunto, è necessario segnare anche la durezza dell’acqua usata dall’impianto.

Nelle nostre zone il filtro è obbligatorio e chi viene pizzicato senza può incorrere in una multa da 500 a 3.000 euro. Adeguarsi significa andare incontro a una spesa nell’ordine dei 60 euro per l’acquisto del filtro a cui va aggiunta una spesa fissa per il ricambio della cartuccia di polifosfati con cui viene modificata chimicamente la durezza dell’acqua. Una soluzione impiantistica che tuttavia non consente di preservare dal calcare gli altri elettrodomestici presenti in un’abitazione. In questo caso sarebbe necessario installare un impianto addolcitore ma si tratta di interventi di ben altra portata economica.

Per adesso è certo che l’obbligo c’è ma non è ancora stata fissata la data di entrata in vigore. La Regione, infatti, ha approvato il Regolamento attuativo del decreto del presidente della Repubblica numero 74 e sta definendo le linee guida per i Comuni e le società che controllano gli adempimenti per le caldaie. Al momento le linee guida ancora non ci sono. Perciò, chi vuole installare subito il filtro può farlo. Altrimenti può aspettare che la Regione emani le linee guida.

Nell’attesa dell’entrata in vigore è certo che la possibilità di venire multati è assai remota. In pratica, se al controllo non risulta installato un filtro che invece sarebbe previsto scatta la prescrizione, ovvero si concede un mese per adempiere all’obbligo. Trascorso questo periodo, se si incorre in un nuovo controllo, è previsto l’avviso, ovvero un altro mese di tempo. Solo trascorso questo ulteriore periodo scatta la multa. E i controlli vengono eseguiti non a tappeto ma a campione dalle società che controllano gli adempimenti per le caldaie.

Chi ha un addolcitore non ha necessità di installare il filtro all’ingresso della caldaia. Per il resto stando ai dati pubblicati da Federchimica sulla durezza dell’acqua erogata dalla rete pubblica a Rosignano il valore medio è di 25 gradi francesi mentre a Cecina si attesta a 50. Entrambi ben al di sopra della soglia dei 15 gradi francesi. A seguire gli altri valori medi raccolti da Federchimica sulla base delle misurazioni dei tecnici Asl e dell’Arpat. Bibbona (50,23), San Vincenzo (35), Castagneto Carducci (42,29), Casale Marittimo (45,50), Montescudaio (45), Guardistallo (39), Riparbella (32), Santa Luce (45) e Castellina Marittima (28).

 

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