Sicurezza
Ospedale unico: «I pazienti fuggiranno»
Il Fials contesta il progetto dell’unione Cecina-Piombino, boccia la riforma sanitaria e proclama lo stato di agitazione
CECINA. Sanità, il Fials dice no. Dice no alla legge regionale 28 sul riordino della sanità toscana, annunciando che aderisce alla campagna referendaria per l’abograzione della stessa. Contesta il progetto dell’ospedale su due presìdi (Cecina e Piombino), caldeggiato invece dal Pd e dai sindacati confederali, dicendo che non ridurrà i costi ma semmai aumenterà le fughe verso Pisa. Boccia senza riserve la politica della direzione dell’Asl 6 e proclama lo stato di agitazione fino al primo tentativo di raffreddamento davanti al prefetto previsto per lunedì prossimo.
Riassetto sanità. Le assemblee del sindacato autonomo Fials, appena concluse, hanno espresso “un giudizio negativo sull'impianto della legge e una preoccupazione per gli effetti devastanti che potrà determinare. Tre Asl territoriali per tutta la Regione e il mantenimento di tre Aziende Ospedaliere Universitarie appare come un risparmio di risorse. Si delineano, invece, riduzioni di personale attraverso formule di "prepensionamento" , aggregazioni e accorpamenti di attività destinate a diminuire e allontanare i servizi dai cittadini con conseguente depotenziamento della sanità pubblica e una progressiva veicolazione verso la sanità privata. Una operazione di immagine per la campagna elettorale del presidente Rossi che non intacca la spesa per gli apparati. Rimangono Enti inutili come le Società della salute, il nuovo Estar che costerà più dei tre soppressi Estav e il numero dei dirigenti nei vari livelli di direzione con commissari per la programmazione di area vasta, commissari delle future aziende, vice commissari, direttori di dipartimenti con i loro staff è destinato ad aumentare».
Ospedale unico: no. «Nella nostra Provincia - scrive il Fials - da tempo i sindaci che hanno dato parere favorevole alla legge 28/2015 e i sindacati confederali che hanno condiviso tale scelta spingono per realizzare aggregazioni di attività tra ospedali trincerandosi dietro i parametri degli standard sanitari nazionali; viene caldeggiata la scelta di unire i presidi ospedalieri di Piombino e Cecina e ciò rispetto al dato di popolazione produrrà proprio in applicazione degli invocati standard (popolazione da 80 a 150.000 nel caso di specie circa 140.000) la possibilità di una concentrazione del punto nascita a Cecina e l'unità operativa di Ortopedia a Piombino creando le precondizioni della attuazione della legge 28/2015 con la possibilità di ridurre ai minimi termini i servizi degli attuali ospedali». E ancra: «Le "equipe itineranti" tra due ospedali non sono la soluzione; non produrranno risparmio ma costringeranno i cittadini alla mobilità non solo in presidi entro 50 chilometri ma in tutta la futura Area vasta nord ovest»,
Gestione fallimentare dell’Asl 6. »La direzione della Asl 6 ha prodotto una gestione fallimentare; le Case di salute non ci sono, la assistenza domiciliare non ha avuto nessun potenziamento, le liste di attesa per gli esami ha assunto dimensioni vergognose con prenotazioni fissate a distanza di quasi un anno; il Pronto Soccorso di Livorno e di Cecina scoppiano a causa della mancata attivazione di adeguate risposte territoriali ( Aft) e la TC presso il Pronto Soccorso di Livorno che doveva risolvere tutti i problemi si è dimostrata una scelta inutile, costosa». «La direzione attuale è la rappresentazione più efficace di "liquidatori" nell'ambito della ossequiosa applicazione delle direttive regionali. La Asl ha ridotto il personale del comparto; la determinazione del direttore generale sul piano assunzioni diminuisce la consistenza del numero dei lavoratori di oltre 1 milione e mezzo di euro e espelle i lavoratori a tempo determinato in nome di una futura assunzione di personale a tempo indeterminato».
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