Il dolore
Rossi in Solvay, infuria la polemica
Protesta Sel: «Propaganda elettorale», contraria anche Medicina Democratica
ROSIGNANO. «Profondo sdegno e turbamento nell'apprendere la presenza del candidato governatore Enrico Rossi all'assemblea dei lavoratori Solvay». Queste le considerazioni del comitato Bvc della lista Sì Toscana a Sinistra. «La direzione dello stabilimento - proseguono Silvia Gesesses e Giovanni Riccucci - al fine di incentivare la partecipazione a tale incontro ha fatto si che i lavoratori potessero usufruire di un permesso retribuito, contattando gli operai personalmente via mail, d'altronde chi appoggia una legge come il Jobs Act non può che essere ben visto dai dirigenti aziendali». Il comitato Bvc per la lista Si Toscana a Sinistra, che sostiene come candidato a governatore Tommaso Fattori, si domanda « è un normale incontro istituzionale? Assolutamente no! Siamo in piena campagna elettorale e la presenza del governatore uscente è tutt'altro che casuale. Ad appena un mese dal voto non accettiamo che si vengano ad imbeccare con promesse elettorali, chi sta già sopportando i morsi della crisi sulla carne viva: gli operai. Per questo chiediamo con forza che sia data la possibilità di confronto diretto con i lavoratori anche a tutti gli altri candidati governatori».
Assolutamente contrario alla visita di Rossi in Solvay anche Medicina democratica che sottolinea, con le parole di Maurizio Marchi, come «sorrisi e strette di mano - mancavano solo i baci sulla bocca - tra il direttore di Solvay e Enrico Rossi e il sindaco di Rosignano. E promesse reciproche: io investo 20 milioni di euro su un vecchio impianto ad alto rischio, tu ti impegni per farmi avere l'energia a prezzo agevolato, e soprattutto a farmi continuare a scaricare gratis in mare i miei rifiuti all'arsenico». Secondo Marchi «così si è concretizzato l'accordo elettorale tra un grande elettore (Solvay) e il governatore uscente e rientrante: qualche migliaio di voti, tra clienti e disinformati, che non si buttano mai via, specie di fronte alla caduta verticale di credibilità del Pd di Renzi a livello nazionale».
Marchi entra nel merito della questione spiegando come «tanti aspetti stridono. Primo: il primo investimento doveva essere il dissalatore, non l'ampliamento di un impianto ad alto rischio come l'acqua ossigenata. Secondo: il rapporto tra investimento (alto) e posti di lavoro creati (pochissimi) non dovrebbe essere indifferente ad istituzioni attente: c'è bisogno soprattutto di alto impiego di lavoro per unità di investimento operato, non il contrario. Terzo, l'investimento che tutti si attendono è la chiusura degli scandalosi scarichi a mare: ha un bel dire tra le righe Franchi che Solvay avrebbe adottato le BAT europee, cioè le migliori tecnologie disponibili. Qui si adottano ancora le "tecnologie" di un secolo fa, cioè scaricare enormi quantità di rifiuti in mare gratis, in spregio alla salute e al turismo».
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