Laghetto ai pescasportivi il progetto è fermo al palo
A febbraio 2014 annunciati i lavori, poi lo stop: ulteriori indagini della Provincia Esame sul rischio idrogeologico. Il delegato Fipsas: «Noi siamo pronti»
CECINA. Nuotano senza alcun timore i cavedani nelle acque del laghetto dei Castagni, alla Magona di Cecina. E con loro le carpe e i carassi. In quello specchio, che ha una circonferenza di circa 600 metri e una profondità di 8, invece di esche e lenze per adesso affondano la burocrazia e gli annunci della politica. Quella che si lega alla promessa di dare corpo al progetto a costo zero di attrezzare l’area per la pesca sportiva. Un progetto da 165.000 euro che la Fipsas provinciale, la Federazione italiana pesca sportiva e attività subacquee, è pronta a finanziare per step nell’arco di cinque anni. Soldi che derivano dalla redistribuzione delle quote incassate dalla Regione per i permessi di pesca.
Il progetto preliminare risale ad agosto del 2012. Un’area con oltre settanta postazioni per la pesca, accessibili anche ai disabili, da realizzare rimodellando la sponda del lago per il piano di pesca e del livello superiore per il transito. «I soldi ci sono ma non riusciamo a metterli a frutto», dice il presidente provinciale Fipsas Andrea Lami. Che aggiunge: «Si tratta di un’opportunità a costo zero per Cecina. Un intervento simile lo abbiamo realizzato a Collesalvetti e sta funzionando molto bene».
Alla fine di febbraio del 2014 l’allora sindaco di Cecina Stefano Benedetti e l’assessore provinciale Paolo Pacini, alla presenza di Arci Pesca e Fipsas, presentavano il progetto annunciando l’avvio dei lavori nell’arco di alcune settimane e azzardando la previsione che a giugno dello stesso anno i pescatori avrebbero potuto armare le canne in riva al laghetto dei Castagni.
L’operazione, invece, si è arenata. Ferma negli uffici della Provincia in cui si passano al vaglio le possibili implicazioni idrogeologiche, trattandosi di un’area esondabile che rientra nel bacino del fiume Cecina. «Ci hanno dato assicurazione che nell’arco di un mese dovrebbe essere chiusa la pratica – dice il delegato provinciale Fipasas Sauro Salvi – In tasca abbiamo già l’accordo con la ditta a cui affideremo la realizzazione del progetto. In due mesi al massimo verrebbe completato un primo intervento che consentirebbe la realizzazione di trenta postazioni di pesca rispetto alle 70 previste che contiamo di realizzare nell’arco di cinque anni».
Il cantiere interesserebbe la parte di sponda più vicina al fiume Cecina. Opere per circa 50.000 euro che sono stati accantonati dalla Federazione provinciale per il laghetto dei Castagni. I lavori prevedono l’uso del terreno presente sul posto senza apportare variazioni significative rispetto allo stato attuale dei luoghi. Le postazioni di pesca sono previste a una distanza di 5 metri l’uno dall’altra e l’accesso sarà favorito da scale di legno adiacenti all’arginatura. Previste anche postazioni idonee ai diversamente abili, con una rampa di accesso per le carrozzine.
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