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Buttati nelle slot 8 milioni il Comune indaga sul gioco

Buttati nelle slot 8 milioni il Comune indaga sul gioco

Cecina, una tavola rotonda con esperti del settore per mettere a fuoco i rischi Il lavoro e i progetti sul tema della ludopatia della IV Commissione consiliare

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CECINA. Un gioco o un azzardo? Quella delle slot è sicuramente una partita a perdere, che stando alle stime dei volontari di Libera del presidio di Castagneto Carducci e San Vincenzo, sulla scorta delle informazioni fornite dai Monopoli di Stato e dalla Guardia di finanza, a Cecina inghiotte ogni anno dai 4 agli 8 milioni di euro. Questo il totale di quanto i cecinesi fanno scivolare negli ingranaggi luminosi delle videolottery presenti in città in 52 esercizi commerciali, per un totale di 220 apparecchi elettronici.

La IV Commissione consiliare ha deciso di accendere i riflettori sul fenomeno, che sfugge al controllo delle amministrazioni locali. Lo ha fatto a partire da un interrogazione del Movimento 5 stelle, acquisendo informazioni e confrontandosi con esperti per mettere a fuoco le ricadute sociali del gioco d’azzardo patologico. E mercoledì 13 maggio, alle 17,30 nella sala congressi del Comune Vecchio, promuove una tavola rotonda per informare la cittadinanza sullo stato dell’arte dei lavori. Ma anche per dare indicazioni su come riconoscere i sintomi della malattia e perché curarsi.

All’incontro dal titolo “Un gioco o un azzardo?” parteciperanno don Armando Zappolini, presidente della Federazione toscana del Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza, Filippo Torrigiani, responsabile nazionale del gruppo di lavoro che si occupa delle tematiche relative al gioco d’azzardo dell’associazione Avviso pubblico, oltre al responsabile Vincenzo Bonini e alla psicologa Maria Implatini del Sert dell’Asl 6.

Un appuntamento presentato dall’assessore alla Qualità della vita Giovanni Salvini, dal presidente del consiglio comunale Luigi Valori e dal presidente della IV Commissione Mauro Niccolini e i consiglieri Rosanna Farinetti (5 Stelle) e Barbara Suffredini (Pd).

Tra i dati certi c’è che il gioco d’azzardo patologico è un fenomeno che sfugge al servizio socio sanitario. «Allo sportello Sert di Cecina dell’Asl 6 ad oggi risultano solo tre casi di persone affette da ludopatia, ma il problema ha una dimensione ben più ampia», sottolineano gli organizzatori. Del resto, ad alimentar ela spirale del rischio concorrono altre modalità di gioco, per esempio bingo, lotterie istantanee, lotto, superenalotto. Oltre a informare e rendere consapevoli dei rischi c’è l’impegno per quanto possibile ad affilare gli strumenti per contrastarne la diffusione. E ciò nonostante la normativa prevede per l’installazione di apparecchi per il gioco lecito all’interno di bar, ristoranti, edicole, tabacchi o altre attività commerciali solo una comunicazione perché il rapporto dell’esercente è esclusivamente con i Monopoli di Stato.

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