Sicurezza
Indagato il medico del referto
Ieri il funerale di Mario Paolo Pardo, morto a distanza di 2 giorni dalle dimissioni dal pronto soccorso
CECINA. Nel giorno del funerale dell’imprenditore Mario Paolo Pardo, morto il 4 maggio a distanza di due giorni dalle dimissioni dal pronto soccorso di Cecina, dalla Procura di Livorno arriva la conferma del primo nome iscritto nel registro degli indagati. Si tratta del medico che ha firmato il referto di dimissioni.
Tragico malore o negligenza nel valutare i sintomi del malessere che dal Primo maggio aveva colpito il signor Pardo? Molto dipenderà dai risultati completi dell’esame autoptico, eseguito il 6 maggio dal medico legale Luigi Papi. È a questi che ci si affida per chiarire il quesito e dare una risposta al dolore e alle perplessità dei familiari. A stonare ai loro occhi è quella diagnosi che parla di sintomi influenzali uniti a uno stato ansiogeno. Eppure, stando alla moglie e ai figli l’uomo nei giorni successivi non ha mai cessato di lamentare dolori al petto. Al punto che nel pomeriggio del 4 maggio accompagnato dalla moglie di era recato nello studio del suo medico di famiglia Antonella Rossi, per un consulto. Ma una volta arrivato nella sala d’aspetto è stato colto dal malore che gli è risultato fatale.
È il silenzio a dare voce ai dubbi dei familiari del signor Pardo, morto a 49anni. E qualche commento che esce dalla bocca di chi prende parte alla cerimonia funebre: «Non è possibile morire così, qualcuno ne dovrà rispondere». La celebrazione è alle 15, sotto un sole impietoso, nella cappella del cimitero comunale di Cecina. Amici e colleghi di Mario Paolo Pardosi stringono alla moglie Tina e ai figli Giovanni di 23 anni, Jennifer di 19 e Francesco di 17. Il dolore è composto, palpabile. Non c’è molto da aggiungere alle parole della figlia Jennifer: «Chiediamo giustizia, soprattutto per nostro padre».
I familiari voglio vederci chiaro e assistiti dall’avvocato Paolo Porciani il 5 maggio hanno presentato un esposto ai carabinieri a seguito del quale il sostituto procuratore della Repubblica Antonella Tenerani ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di reato di omicidio colposo. L’inchiesta che ha portato all’iscrizione del nome del medico che ha firmato le dimissioni dal pronto soccorso. E gli investigatori hanno già sentito come persone informate sui fatti alcuni sanitari presenti nel pronto soccorso nelle ore in ci il signor Pardo è stato ricoverato. Dall’Azienda sanitaria 6 di Livorno solo una conferma: «Al pronto soccorso di Cecina sono stati eseguiti gli esami previsti dal protocollo sanitario». Qui l’uomo è arrivato la sera del Primo maggio accusando dolori al petto. Malore che lo aveva colpito sul posto di lavoro, al bar ristorante La Pinetina di Vada che gestisce con la famiglia. Al pronto soccorso viene classificato come Codice giallo. E subito viene visitato dal personale medico. Dalla cartella del signor Pardo risulterebbero esami del sangue e ripetuti elettrocardiogrammi nel corso delle ore di osservazione. Esami che però non avrebbero messo in luce sintomi gravi. Fatto sta che a distanza di una manciata di giorni viene prima dimesso per poi ritornarvi a bordo di un ambulanza già cadavere.
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