Italia
Una raccolta di firme per aiutare la “Sorgente”
L’iniziativa promossa da un gruppo di catechesi della parrocchia di Portovecchio In una lettera al sindaco si chiede un finanziamento adeguato per i pacchi viveri
CASTIGLIONCELLO. È partita dalla parrocchia di Portovecchio nei giorni scorsi la raccolta di firme a sostegno della Sorgente del Villaggio. Una petizione, nata dalla volontà di un gruppo di catechesi familiare, per sensibilizzare la cittadinanza e chiedere al sindaco Alessandro Franchi «di provvedere – si legge – affinché il contributo annuale del Comune venga aumentato in proporzione al numero di pacchi viveri che vengono distribuiti su segnalazione della Asl e di operare nell'ambito della Conferenza dei sindaci all'interno della Società della salute affinché venga aumentato anche il contributo da questa erogato». Ancora, invitano il primo cittadino ad impegnarsi per fare in modo che il contributo pubblico, ossia quello del Comune e dell'Asl, sia pari ad almeno il 60% del valore di un pacco viveri e a promuovere «forme di compartecipazione volontaria dei cittadini al finanziamento e all'apporto personale all'attività dell'associazione». Il tutto alla luce delle notevoli difficoltà economiche nelle quali si trova attualmente la Sorgente del Villaggio: il numero di famiglie in difficoltà in continuo aumento (da una ventina nel 2007 alle attuali 195), i contributi pubblici inalterati da anni e quelli dell'azienda sanitaria per il 2014 che ancora tardano ad arrivare. «Per mantenere la stessa percentuale di quanto erogato in passato rispetto alle necessità – si legge ancora nella petizione – i contributi pubblici dovrebbero passare almeno dagli attuali 3mila euro a 30mila per il Comune e dai 10mila euro ai 97mila della Asl». Se infatti proprio martedì mattina la Sorgente del Villaggio è riuscita a distribuire i pacchi grazie al denaro messo insieme tramite varie donazioni, non ha ancora ricevuto la quota prevista dalla convenzione con l'azienda sanitaria per cui la carenza di fondi minaccia l'interruzione dell'attività.
«Le persone – prosegue Conforti – sono sempre più arrabbiate con noi, una tra le associazioni che invece ricevono il contributo più basso, sempre più esasperate perché gli manca il necessario per vivere. Dobbiamo capire che il nostro territorio non è più l'isola felice di 15 anni fa». Secondo la presidente «c'è però ancora una fascia di popolazione che per pudore e per paura che gli possano togliere i figli non chiede aiuto».
«Il problema – spiegano le mamme del gruppo di catechesi familiare che da 3 anni raccoglie fondi da destinare a varie associazioni – è che esiste una certa miopia sociale mentre bisognerebbe stare bene tutti». Per questo lo scorso martedì, durante il loro appuntamento settimanale, hanno incontrato Rossella Conforti. Hanno avviato con lei sia una campagna associativa per contribuire alle spese che la raccolta di firme per la petizione che porteranno poi direttamente in Comune.
Elisa Pastore
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