Sicurezza
Il conte rivuole le terre del 1848 e cita di nuovo il Comune
CASTAGNETO CARDUCCI. Il conte Walfredo della Gherardesca, classe 1937, che porta il nome del fondatore del feudo, non ci sta ad abbassare la guardia. Punta ancora i piedi e fa di nuovo causa al...
CASTAGNETO CARDUCCI. Il conte Walfredo della Gherardesca, classe 1937, che porta il nome del fondatore del feudo, non ci sta ad abbassare la guardia. Punta ancora i piedi e fa di nuovo causa al Comune di Castagneto Carducci.
Sullo sfondo i contratti con cui a metà dell’Ottocento, nel 1849 e nel 1852 sulla scia dei moti contadini del 1848, furono concessi “a livello”, una forma di contratto d’affitto diffusa in epoca medievale, alcuni terreni dai nobili alla comunità castagnetana. E presenta un maxi conto: non meno di 2 milioni di euro più gli interessi. La restituzione dei terreni, circa 350 ettari. E l’annullamento degli atti di affrancazione. In ballo, soprattutto, i destini di mezza Donoratico. E di chi in questo territorio ha messo su casa e lavoro.
Un nuovo tentativo di spuntarla quello del conte Walfredo che questa volta si rivolge per il giudizio alla sezione agraria del tribunale di Livorno. Nel precedente passaggio nelle aule di Livorno, che risale al 1992, con gli stessi attori i giudici non si sono pronunciati nel merito della vicenda che all'epoca riguardava circa 750 ettari (ovvero l'intero asse ereditario) per la mancata estensione a tutti gli eredi della nobile casata. Un pronunciamento arrivato dopo 19 anni.
Poi la scelta di restringere il perimetro a 350 ettari. E nel 2014 quella di rivolgersi al tribunale di Lucca, dove Walfredo della Gherardesca, cugino di Guelfo (il padre di Gaddo), è arrivato indicando che nella città risiede uno degli eredi. Fino al pronunciamento di incompetenza per territori a favore del tribunale di Livorno.
Manolo Morandini
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