Sicurezza
Allena sui campi di Cuba dove il calcio è passione
Cecina, La storia di Giorgio Chisci da mister del Marina di Cecina negli anni ’80 alla squadra giovanile dell’Habana del Este dove mancano i palloni e le reti delle porte sono bucate
CECINA. Negli anni ‘80 allenava la squadra di calcio di Marina di Cecina. In un campo dove alla terra si mescolava il salmastro e il piombo delle cartucce esplose al vicino tiro a volo. Un calcio di altri tempi: di osservatori nascosti in mezzo alle frasche, di trasferte nelle quali finiva la benzina e si faceva l’autostop per arrivare al campo. Sacrificio, passione e pochi soldi. Giorgio Chisci, marinese doc classe 1938, è tornato a quella vecchia passione. Quella per i viaggi e per il calcio gli hanno fatto scoprire, tra i tanti paesi visitati, Cuba. Più esattamente la località turistica di Guanabo. Quindici chilometri a est dall’Avana, campi da calcio anche qui con il sapore di salmastro ma senza il gesso per segnare le righe del campo o il dischetto di rigore.
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Dove c’è povertà, con i giovani calciatori che arrivano alle partite in infradito e a torso nudo perché non possono permettersi scarpe e maglie da calcio. E qualcuno a volte interrompe l’allenamento perché non mangia dal giorno precedente. Una Cuba comunque romantica, bellissima e nella quale Chisci, ex dipendente delle Poste, ha ritrovato la voglia di mettersi in gioco, ritrovando lo spirito del glorioso Marina di Cecina, allenando la squadra giovanile Habana del Este. E aiutandola, nel contempo, a crescere giorno dopo giorno. «Da molti anni andavo a Cuba in vacanza e circa tre anni fa sono entrato in confidenza con Justo Jesus Castro, un professore di educazione fisica del municipio Habana del Este – spiega Chisci – ho un passato come calciatore di quarta serie, in particolare con le fila del Sansepolcro e anche come allenatore nel Marina di Cecina. Per questo Castro mi ha chiesto se potevo dare una mano ad allenare i ragazzi del posto. Dopo un provino ho iniziato la mia avventura».
Chisci, in pensione, ritrova la passione di metà anni ottanta. Quando con Franco Ricci, proprietario del magazzino Malandrone e marinese doc, fondò il Marina di Cecina. «Con noi i dirigenti erano Nedo Marzi, Davide Fantacci, Franco Poggetti e Menicuccio Menicucci – spiega Chisci – io ero l’allenatore e con me c’era Enio Del Macchia, ex portiere di serie A e serie B. Facevamo tutto con grande passione e spirito di sacrificio. Una volta, mentre andavamo con la squadra a giocare a Massa Marittima, restammo senza benzina e proseguimmo fino al campo facendo l’autostop».
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Un calcio con pochi soldi ma ricco di spensieratezza. Quello che a Cuba Chisci ha ritrovato. «Tra poco ripartirò e, visto che dalla commissione calcio provinciale dell’Avana ho ottenuto un visto speciale proprio per la mia attività di allenatore, potrò restare per almeno sei mesi – spiega il mister marinese – spedirò una serie di attrezzature, palloni, maglie da calcio che serviranno ai ragazzi che giocano a calcio nella zona di Guanabo. Andrò anche nelle scuole, come già fatto negli anni scorsi per insegnare calcio».
Lo sport nazionale a Cuba è il baseball. Il calcio manca di strutture e investimenti, ma la passione per le strade dell’Avana è tanta. «Mancano i palloni, dobbiamo sistemare le reti delle porte che sono piene di buchi e per segnare le righe del campo usiamo la sabbia della spiaggia vicina – spiega Chischi – i talenti, però, ci sono e parlando con Igor Protti mi sono ripromesso di segnalargli dei talenti per i quali valesse la pena fare un viaggio a Cuba».
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