Il Tirreno

Legalità e politica il sindaco a Gragnoli «Noi lo appoggiamo»

di Maria Meini

Ma Sandra Scarpellini s’inalbera per le accuse del consigliere «Abbiamo sempre agito con la massima trasparenza»

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CASTAGNETO. Massima trasparenza e appoggio istituzionale al consigliere Benito Gragnoli: il sindaco Sandra Scarpellini lo ribadisce, all’indomani delle accuse che il consigliere di Forza Italia ha rivolto all’indirizzo dell’amministrazione comunale di Castagneto. Gragnoli è stato querelato per diffamazione da Michelangelo Fedele. Dopo aver chiesto informazioni sui contributi affitti erogati dal Comune e se è vero che questi è tra i maggiori beneficiari, come proprietario di case, «pur essendo indagato per reati gravi».

La sindaca respinge le accuse. «Ci sono due ordini di problemi - dice Scarpellini - uno di tipo istituzionale e uno politico, e Gragnoli lo sa bene, ma siamo in campagna elettorale!» Scarpellini replica sui due punti. «Gragnoli ha presentato un’interrogazione con richiesta di atti sull’erogazione di contributi sugli affitti - ricorda - e gli è stato rispoto con la massima trasparenza, fornendogli i dati richiesti, in modo trasparentissimo, lo ribadisco: gli sono state date le risposte, risposte che peraltro avevamo già fornito all’interrogazione, più dettagliata e precisa, presentata in precedenza dalla Sinistra per Castagneto. Perché, è bene ricordarlo, sono due consigli comunali consecutivi in cui diamo informazioni su questo argomento. E ne sono contenta, perché la mia amministrazione è dalla parte della legalità, ogni giorno collaboriamo con le forze dell’ordine per favorire indagini e contribuire al mantenimento della legalità».

La sindaca entra nel merito ricordando che ci sono due tipi di contributi: quelli diretti, che vanno agli inquilini in difficoltà, in base alla legge regionale 431, con contributi della Regione integrati dal Comune, e quelli per morosità incolpevole, rivolti ai proprietari di case in cui gli inquilini non sono in grado di pagare l’affitto e sono stati sfrattati. «In entrambi i casi gli affittuari - sottolinea Scarpellini - devono produrre tutta una serie di atti previsti dalla legge, contratti d’affitto, moduli Isee... e sono soggetti a una verifica puntuale. Gragnoli ha avuto accesso a tutti i dati e ad atti non accessibili a tutti perchè coperti da privacy, atti che non ha ancora ritirato. Non ha avuto risposte evasive. Lo ripeto, l'ufficio applica le leggi: leggi regionali e regolamento comunale per quanto attiene ai contributi del Comune».

Per quanto riguarda «la morosità incolpevole gli inquilini devono dimostrare di trovarsi in stato di indigenza, il Comune trasferisce la richiesta a una commissione territoriale di tecnici che verifica la rispondenza ai parametri e ripartisce i soldi attraverso la Casalp, che gestisce questo servizio per il Lode livornese».

Scarpellini ammette che ci sono state in passato «soluzioni inefficaci, ma Gragnoli è in consiglio da trent’anni - sbotta – e sa bene che l’amministrazione risponde dalla data del suo insediamento, 12 giugno 2014, e da allora non ha favorito l'inserimento in nessuna delle abitazioni di cui parla».

Scarpellini si sofferma quindi sull’aspetto politico. «Per quanto riguarda le querele non entro nel merito di questioni giudiziarie, ma lo ribadisco e l'ho detto anche per telefono a Gragnoli, nessuno in questo comune ha cognomi importanti: la richiesta di atti e lo scontro politico anche forte in consiglio comunale sono da favorire. Bene che lo facciano le minoranze e bene che ci sia attenzione nella maggioranza. Voglio che sia frugato il campo: nessun consigliere si deve sentire intimorito e preoccupato per nessun motivo al mondo. La mia amministrazione garantisce il massimo appoggio istituzionale e politico all'esercizio di controllo di tutti i consiglieri. Bene che Gragnoli si erga a paladino della legge, così si impegnerà con il Comune in difesa della legalità».

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