Sicurezza
La Salesa ha portato ruspa e compressore
Prima il serpentone che ha preso forma lungo il litorale. Dalla darsena vecchia del porto di Cecina per oltre un chilometro di spiaggia, fino a raggiungere la cella numero 3. Poi l’arrivo del pontone...
Prima il serpentone che ha preso forma lungo il litorale. Dalla darsena vecchia del porto di Cecina per oltre un chilometro di spiaggia, fino a raggiungere la cella numero 3. Poi l’arrivo del pontone Mario che avrebbe dovuto dragare il fondale. E le ordinanze dell a Capitaneria di porto e del Comune di Cecina per disciplinare gli accessi a mare e sulla spiaggia nelle aree di cantiere. Il tutto con la promessa di completare i lavori e smantellare il tubone entro il 30 aprile. Due impegni mancati. Il ripascimento che è saltato e rinviato all’autunno. La spiaggia che per essere liberata dovrà attendere ancora qualche giorno.
Dai due ai quattro giorni. Sono i tempi indicati per smantellate il maxi tubo. Più brevi se il mare sarà clemente e le operazioni potranno essere fatte per quella via, altrimenti da terra la stima è di un calendario doppio. Ma servirà ancora un po’ di pazienza. La Sales, a cui fa capo il cantiere della Provincia di Livorno, per le operazioni ha portato dalla mattina del 5 maggio una ruspa e un compressore. La costante è fare presto. L’inquilino scomodo, che ha marcato la spiaggia di Marina di Cecina durante la Pasqua e il ponte del Primo maggio, se ne andrà lasciando comunque una scia di polemiche e disagi. Quelli inevitabili in un’area che è ancora un cantiere aperto. E gli altri, nonostante i chiarimenti delle parti in causa, dovuti a un tubone lungo un chilometro, steso per sversare la sabbia pescata dalla darsena vecchia del Porto e riavvolto senza aver depositato un granello nel tratto interessato dal cantiere: la cella numero 3.
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