Toscana
Furti di verdura all’orto dei pensionati
Cecina, alla porta degli spogliatoi a servizio degli orti del Palazzaccio spunta il cartello: «Attenti a fare la spesa gratis, potrebbe costare caro»
CECINA. Il bottino: cinque cipolle rosse e due cespi d'insalata. L'affronto: aver preso perfino le forbici da un cassetto per pulire sul posto gli ortaggi. «Non è per il valore economico». La premessa è d'obbligo, per non far perdere di vista il senso della protesta. «L'orto è un passatempo e alla fine di tanto lavoro vedere che c'è chi ti porta via i frutti fa rabbia». Qui Palazzaccio, orti comunali. Trentacinque mini appezzamenti, dieci metri per dieci, in cui con sudore e passione altrettanti pensionati riescono a far crescere un po' di tutto.
Con l'arrivo delle primizie si ripresenta il fenomeno dei furti in pieno campo. Per provare a dare un freno al fenomeno hanno affisso un cartello sulla porta dello spogliatoio: «Attenzione a fare la spesa gratis negli orti dei pensionati potrebbe costare caro». Suona come una minaccia ma per chi lo ha scritto è solo un monito. Un avviso corale, con i consensi raccolti attraverso il passaparola. Nella primavera dello scorso anno con il ripetersi delle incursioni hanno messo insieme i soldi necessari e acquistato la rete per alzare la recinzione. Ma sembra non bastare.
[[atex:gelocal:il-tirreno:cecina:cronaca:1.11368031:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.11368031:1652072399/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
«Aspettano che i frutti siano maturi», sottolineano. «Nell'orto arrivano a colpo sicuro». I racconti si accavallano, ma tutti scelgono di non metterci la faccia. «Lo scorso anno vedevo che mi sparivano i pomodori dalle piante – racconta un pensionato –, però hanno avuto sempre l'accortezza di lasciarne anche per me». Il guaio è quando il furto si trasforma in raid. Allora qui nonostante il peso degli anni si fatica a trattenere la rabbia. «Il 30 aprile mi hanno portato via tutti i baccelli. Si sono fatti il Primo maggio a mie spese e non hanno avuto riguardo per le piante. Molte le ho trovate troncate al fusto o danneggiate». Una rabbia covata per giorni. Fino a quando la mattina del 5 maggio ha scelto di cancellare alla radice i segni della violazione: «Le ho tolte tutte». La protesta è pacata. «Dal 2003 ho l'orto qui al Palazzaccio e non sono mai riuscito a cogliere nessuno sul fatto». Nel fazzoletto di terra a fianco c'è un'uomo che sta vangando. Si ferma a riprendere fiato. E poi sentenzia: «Io faccio finta di non accorgermene. Neppure li conto gli ortaggi o i frutti che ho piantato. Non me ne accorgo se mi rubano qualcosa e così evito di arrabbiarmi».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
