Sicurezza
«La mia seconda vita» Paganelli torna sul set del BarLume
L’ex direttore di Armunia gira anche la nuova serie in onda su Sky tratta dai fortunati romanzi di Malvaldi
CASTIGLIONCELLO. Con l'entusiasmo di chi parte per una nuova avventura Massimo Paganelli si appresta a vestire ancora i panni di Aldo, il “vecchietto” barzellettiere per la terza serie tv de “I delitti del BarLume”. Dopo aver trascorso la vita come organizzatore culturale - direttore di Armunia per circa quindici anni, direttore del Metastasio - Teatro stabile della Toscana a Prato - l’inossidabile Paganelli è passato dalla parte di chi il teatro, o meglio la televisione, la fa. Due anni fa è stato scelto come attore per interpretare uno dei quattro vecchietti del BarLume, e da allora “si diverte come un matto” ogni volta.
Quest’anno l’appuntamento dato al cast è per la prima settimana di giugno a Marciana Marina, ma il regista Roan Johnson potrebbe convocare gli attori una settimana prima per provare insieme la sceneggiatura. Paganelli è felice di riprendere il traghetto per l'Elba, teatro della cittadina di Pineta dove sono ambientati i racconti di Marco Malvaldi.
A Marciana troverà ancora Alessandro Benvenuti (Emo), amico di anni di teatro quando era direttore al Pasquini ed Enrica Guidi, la bella castiglioncellese che interpreta Tiziana e ha esordito con la serie di Sky. Dovrà anche spartirsi la scena con Filippo Timi, alias Massimo, il barista-detective guest star della serie tv.
La produzione Palomar aveva già messo in cantiere due serie ispirate ai libri di Malvaldi, la prima andata in onda su Sky Cinema nel 2013, accolta con favore dal pubblico, e la seconda girata l'anno scorso, che sarà trasmessa in due episodi a maggio. La terza invece sta per nascere e sarà ancora articolata in due episodi, come le altre due. «Non so quali novità ci sono questa volta – glissa Paganelli – certo sarò ancora con Sandro (Benvenuti, ndr) e staremo un paio di mesi all'Elba. Forse dovremo fare meno pose, ossia giornate di lavoro, del primo anno perché credo che la vicenda si stringerà sempre di più intorno ai protagonisti come Timi e la Guidi o Lucia Mascino, mentre i vecchietti li lasceranno forse un po' in secondo piano».
Del resto dopo la scomparsa di Carlo Monni (Ampelio) ci sono rimasti Aldo con Pilade (Atos Davini) e Gino (Marcello Marziali), ma non per questo saranno meno agguerriti. Rispetto agli altri toscanacci però Paganelli tiene a sottolineare le affinità con il suo personaggio.
«Aldo è il filosofo, ama le belle donne e la cucina come me - spiega - è distante rispetto agli altri, del resto è lì per caso, è amico d'infanzia degli altri ...». Autentico sodale è invece l’amico Benvenuti, entrato nel cast un anno fa. «Emo è rissoso e ruzzaione. Con Benvenuti l'anno scorso si facevano anche degli scherzi in paese - prosegue - il bello è che eravamo un gruppo compatto, tra cast macchinisti e truccatori, insieme come un vero circo». Tra gli aneddoti ricorda con piacere uno in cui ha dato il meglio di sé: «Una scena con Timi in cui Aldo era arrabbiato mi è venuta particolarmente bene: l'ho mandato a quel paese. Anche Sandro mi ha detto: eri veramente te!»
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