Sicurezza
Ancora due settimane per togliere il maxi tubo
Saltato il ripascimento il Comune vuole liberare la spiaggia entro metà maggio L’assessore Carli: «La Provincia conferma la necessità dello sversamento»
CECINA. Dai due ai quattro giorni. Sono i tempi indicati per smantellate il maxi tubo. Più brevi se il mare sarà clemente e le operazioni potranno essere fatte per quella via, altrimenti da terra la stima è di un calendario doppio. Ma servirà ancora un po’ di pazienza. Prima la Sales, a cui fa capo il cantiere della Provincia di Livorno, dovrà completare le operazioni in zona Gorette e da lì trasferire i mezzi meccanici. «Abbiamo espressamente chiesto che non si superi il termine di venerdì 15 maggio nonostante l’ordinanza li autorizzi fino al 20 del mese», sottolinea l’assessore alla Qualità urbana Giamila Carli. Adesso la costante è fare presto.
L’inquilino scomodo, che ha marcato la spiaggia di Marina di Cecina durante la Pasqua e il ponte del Primo maggio, se ne andrà lasciando una scia di polemiche e disagi. Quelli inevitabili in un’area che è ancora un cantiere aperto. E gli altri, nonostante i chiarimenti delle parti in causa, dovuti a un tubone lungo un chilometro, steso per sversare la sabbia pescata dalla darsena vecchia del Porto e riavvolto senza aver depositato un granello nel tratto interessato dal cantiere: la cella numero 3. Tra le voci di protesta quella del Centro commerciale naturale di Marina.
«Dal monitoraggio effettuato fino ad oggi rassicurano dalla Provincia la cella 3 dovrebbe comunque mantenere la sua stabilità per tutto il periodo estivo – afferma Carli –. Si conferma comunque la necessità di eseguire lo sversamento dei volumi previsti o con il recupero del materiale proveniente dai lavori della darsena o con l’escavazione, in sicurezza, dell’alveo del fiume Cecina». Ad oggi la previsione è che il ripascimento sia eseguito in autunno.
Steso il maxi tubo e arrivata in porto la draga è venuta meno la disponibilità di spazi in discarica per il conferimento dei fanghi di risulta dal dragaggio del primo strato di fondale della vecchia darsena. «I ritardi accumulati hanno fatto propendere per una sospensione di tutte le attività. La decisione – dice l’assessore Carli – è stata presa, a seguito di una riunione congiunta tenutasi in Comune, con i rappresentanti della Provincia di Livorno, la Porto Cecina Spa e la ditta Sales, visto l’approssimarsi della stagione estiva e lo slittamento dei tempi previsti per la conclusione dell’operazione che avrebbero fatto saltare tutti gli impegni presi con i balneari».
La figuraccia, al di là delle cause, c’è tutta. «Avremo preferito veder rispettate le tempi previsti – prosegue l’assessore –, ma siamo anche consapevoli che le esigenze turistiche del nostro territorio male avrebbero sopportato i disagi derivanti da un sensibile ritardo dei lavori. Resta indubbiamente prioritario per tutti noi proseguire in questa opera pubblica, finalizzata alla salvaguardia della costa e tesa a valorizzare e migliorare l’accoglienza e la fruibilità delle nostre spiagge». E conclude: «L’amministrazione seguirà, come sempre, attentamente l’andamento del progetto nella sua complessità, sia da un punto di vista amministrativo che tecnico, agendo in sinergia con tutti i soggetti interessati».
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