Il Tirreno

IL COMMENTO

Un intervento fuori tempo massimo

Maria Meini
Il tubone sulla spiaggia di Marina
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Il tubone sulla spiaggia di Marina

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Anche quest’anno si arriva fuori tempo massimo. Sembra una fotocopia (del 2014, del 2013...), ma non è colpa del destino cinico e baro se a maggio inoltrato il tubone, come l’hanno soprannominato ironicamente i cecinesi, resta lungo la spiaggia. Un chilometro di gomma e metallo che affiora dalla sabbia, goffo e ingombrante in mezzo ai primi bagnanti, ai bambini e ai cani che corrono sulla battigia.

Un serpentone addormentato che sta a lì a ricordare un’altra figuraccia, testimone dell’incapacità di programmare un intervento utile in tempi certi. La colpa come sempre morì fanciulla: il Comune, la società Porto, la Sales, la Provincia rimpallano le responsabilità. Additando i ritardi della burocrazia, la mancanza di spazi in discarica per smaltire i fanghi dei dragaggi come le cause del rinvio dei lavori. 15 giorni ancora per togliere il disturbo, ma la stagione turistica è alle porte, bisogna fare presto. E i lavori conclusivi di ripascimento, cominciati tre anni fa, rimandati al prossimo autunno. Cartellino rosso.

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