Il Tirreno

UN SEGNALE A CUI DEVONO SEGUIRE I FATTI

di MARIA MEINI

di MARIA MEINI Non basterà un ordine del giorno unitario del consiglio comunale per salvare l’ospedale, ma il segnale è importante. Beninteso, solo se alle parole faranno seguito i fatti. È un...

2 MINUTI DI LETTURA





di MARIA MEINI

Non basterà un ordine del giorno unitario del consiglio comunale per salvare l’ospedale, ma il segnale è importante. Beninteso, solo se alle parole faranno seguito i fatti. È un messaggio che arriva dalla politica, che per una volta supera le divisioni di bottega e interpreta il disagio dei cittadini di fronte a una gestione della sanità, alle prese con una riorganizzazione farraginosa e a tagli spesso incompresibili anche in un’ottica di risparmio, che scarica sulla gente disservizi e inerzie.

Le cronache del Tirreno denunciano giornalmente file al pronto soccorso, tempi d’attesa biblici, cittadini esasperati che chiamano i carabinieri. Nelle ultime settimane si è levata di nuovo con forza la voce dei sindacati che danno l’allarme sui rischi di altri tagli ai reparti ospedalieri. Un quadro deprimente. Ci si chiede che cosa ne sarà dell’ospedale di Cecina. Della Val di Cecina.

Il consiglio comunale di ieri ha affrontato il problema modificando l’ordine del giorno, e introducendo una mozione presentata dal capogruppo di Forza Italia che ha trovato tutti d’accordo. Sebbene nella discussione le posizioni di maggioranza e opposizioni siano rimaste divise, un punto unitario è stato raggiunto con la richiesta di affiancare Asl e Regione nella commissione tecnica che decide le sorti della sanità. A tutti è chiaro che non sarà una panacea, ma un segnale che anche in tempi di vacche magre l’organizzazione e il mantenimento dei servizi non sono optional, né regali. Ma diritti sacrosanti da difendere.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa