Il Tirreno

ROSIGNANO

Solvay investe 20 milioni per l'acqua ossigenata

Andrea Rocchi
Veduta panoramica dello stabilimento Solvay
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Veduta panoramica dello stabilimento Solvay

Nuovo impianto da agosto 2016. E Rossi promette l'impegno col governo per l'energia a basso costo

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ROSIGNANO. Dalla grande paura del 2013 per le sorti della sodiera all'operazione rilancio. Che passa attraverso un impianto ultramoderno che consentirà di produrre, nel sito industriale di Rosignano, acqua ossigenata di grado elettronico particolarmente utlizzata nell'industria dei semiconduttori.
L’investimento. La novità l’ annuncia il direttore dello stabilimento Davide Papavero: 20 milioni di euro, realizzazione ad agosto 2016, 12-14 dipendenti occupati (nuove assunzioni dirette) e Solvay che si candida ad ospitare il più grande impianto del mondo del genere (ce ne sono uno negli Stati Uniti, uno in Cina ed uno in Germania). Avrà una capacità di 20.000 tonnellate l'anno con possibile espansione a 40.000 e sarà un nuovo asset strategico per lo stabilimento locale.
«Rosignano - ha detto Papavero - diventerà un grande hub della produzione di acqua ossigenata di grado elettronico per l'industria dei semiconduttori dei Paesi Emea», vale a dire Europa, Medio Oriente ed Africa. Il perossido di idrogeno ad altissimo grado di purezza, del resto, è utilizzato per la pulizia dei cosiddetti wafer in silicio (sottilissima fetta di materiale semiconduttore) e Solvay ha già in portafoglio importanti clienti di questo comparto dell’ industria elettronica.

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Un mercato appettibile ed una nuova sfida che il gruppo ha deciso di giocare proprio a Rosignano in un'area che, fino a non troppo tempo fa, rischiava di perdere appeal e risultare meno strategica perché poco competitiva. Invece ieri Solvay Rosignano si è presentata con un vestito nuovo, con la direzione che - consapevole che il quadro di crisi non si è ancora dissolto - guarda tuttavia con fiducia alle prospettive della chimica, con la sola pesantissima incognita dell'energia: un costo esoso ed una scadenza quella del 2017 (Cip 6 per la prima turbogas) che rischia di vanificare - sosteneva ieri Papavero - tutto quanto di buono fatto in questi ultimi anni.
Il direttore ha ricordato dapprima come la presenza di Solvay sul territorio, oggi, significhi anche presenza di un parco industriale in cui all’interno dello stabilimento convivono realtà importanti come Ineos Manufactoring e Gdf Suez. Ha dato spazio al direttore di Ineos Rosignano Mario Panattoni che nel ribadire come gli ultimi bilanci si siano chiusi con una perdita, ha sottolineato l’impegno ad investire dell’azienda, a partire dai 6 milioni che Ineos spenderà nel 2015 per i nuovi iniettori, ricordando come il futuro della produzione di poliolefine sia legato ai costi dell’energia e del vapore ma anche all’approvvigionamento di etilene. Poi, ancora Papavero, ha ribadito le tappe della sfida iniziata nel 2013 quando il quadro congiunturale e le difficoltà del mercato della soda hanno messo a dura prova la tenuta dell’impianto di Rosignano.
 

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La competitività della soda. «In sostanza dal 2013 - ha detto Papavero - Solvay ci ha detto di riuscire a vendere le tonnellate che avremmo guadagnato sul mercato». Ed il posizionamento sul mercato della soda (leadership di quella turca, poi quella Solvay ma prodotta in Bulgaria), è migliorato per la sodiera di Rosignano. «Ed entro la fine del 2015 vogliamo entrare fra i primi 5 stabilimenti per la soda», aggiunge Papavero.
Il 2015, tra l’altro, è stato l’anno in cui si è concretizzato anche un altro investimento nel sito di Rosignano: l’impianto di acido peracetico (prodotto utilizzato per la disinfettazione), costato circa 1 milione e capace di produrre 320 tonnellate l’anno.
Il tavolo con Comune e Regione. Dopo aver messo sul tavolo, nel rapporto con le istituzioni, le questioni dell’approvvigionamento idrico, del calcare, il tema degli scarichi a mare (dove si sono recepite - ha ricordato il sindaco Franchi le direttive e Bat europee), Solvay sostiene oggi di dover risolvere l’ultimo dei problemi in agenda, ma sicuramente il più importante ed il più impellente in ordine di tempo : quello del costo dell’energia. Problema che la multinazionale ha posto agli interlocutori istituzionali (Comune e Regione) e che ieri, nel tour elettorale del governatore Rossi, sia lo stesso Rossi che il sindaco Alessandro Franchi hanno ricordato come uno degli impegni da portare avanti al ministero.
Teatro ed aree industriali. «Così come noi abbiamo accettato la sfida dello sviluppo e del consolidamento nell’accordo di programma che firmeremo - ha detto Franchi - così io chiedo a Solvay di aprire un nuovo ciclo con una rinnovata mentalità che purtroppo negli ultimi trent’anni è rimasta confinata all’interno del perimetro della fabbrica».
Il sindaco ha chiesto a Solvay l’ impegno per valorizzare il teatro che è di proprietà dell’azienda («perchè anche la promozione della cultura significa favorire l’economia di un territorio»). Ed ha poi sollecitato Solvay a cogliere le opportunità messe in campo da Regione e Governo (agevolazioni Irap, contributi) per allargare il parco industriale aprendo all’insediamento di nuove imprese. Perchè l’area industriale attorno allo stabilimento cresca e possa essere occasione vera di sviluppo ed occupazione.
 

 

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