Il dolore
«L’Asl sblocchi i finanziamenti»
Incontro urgente tra sindaco, assessore e presidente dell’associazione Sorgente del Villaggio
ROSIGNANO. Il territorio del comune di Rosignano verrà riconosciuto come “Area di crisi complessa” assieme a quello di Livorno e Collesalvetti. Se da un lato il riconoscimento al quale il Ministero dell’Economia sta lavorando, aprirà la porta per incentivi e stanziamenti alle aziende offrendo opportunità di lavoro, dall’altro fa comprendere come la crisi economica stia colpendo duro anche in realtà, come quella di Rosignano, che fino ad oggi poteva dirsi più fortunata rispetto a Piombino o Livorno.
«Il problema vero è il lavoro. Per questo ci stiamo impegnando all’Accordo di programma tra Regione e Governo», dice il sindaco Alessandro Franchi accogliendo l’appello della Sorgente del Villaggio, associazione di volontari che ha drammaticamente annunciato la sospensione dei pacchi viveri a 197 famiglie del territorio per mancanza di risorse.
Un accordo sulle politiche infrastrutturali e industriali teso al rilancio occupazionale nelle aree di crisi. «Siamo più fortunati rispetto a Comuni a noi vicini – afferma il primo cittadino – perché da noi l’industria ha retto, così come il turismo, il commercio e l’agricoltura. Ma la nautica e l’edilizia sono ferme da anni e, con loro, tutto l’indotto».
Il problema «non è solo quello emergenziale e dunque della distribuzione dei pacchi viveri. Noi abbiamo saldato l’Asl per il 2014, tramite la Società della salute. Vediamo cosa possiamo fare affinché la distribuzione possa procedere. Ma il problema di base, quello che sta alla radice è il lavoro».
La situazione sociale. «È peggiorata negli ultimi due anni e mezzo – sostiene Franchi – le famiglie del nostro territorio stanno risentendo ora dell’onda lunga della crisi economica; i segnali veri si stanno percependo adesso. Fino a tre anni fa, gli ammortizzatori sociali messi in campo dal Comune, i risparmi delle famiglie, la rete di parentela, hanno sostenuto le famiglie».
La crisi dell’edilizia e con essa tutto l’indotto (falegnamerie, idraulica, mobilifici..) sta colpendo duramente. Se negli anni d’oro, quelli del boom edilizio nelle casse del comune entravano, solo per gli oneri di urbanizzazione, dai 4 ai 5 milioni di euro «oggi nonostante gli incentivi, è tanto se riusciamo ad arrivare a un milione di euro».
I contributi a chi fatica a tenere il passo con l’avanzare della crisi economica. «Per dare qualche numero che può aiutare a capire la situazione, il Comune mette in bilancio 500.000 euro all’anno solo per le emergenze abitative».
Si tratta di famiglie che hanno «lo sfratto per morosità incolpevole – spiega il sindaco – che si trovano senza casa, che non hanno soldi per pagarsi un affitto o che avevano acceso un mutuo in banca per comprarsi un appartamento e poi, con la perdita del lavoro, l’appartamento è stato messo all’asta. Questo, lo stanziamento solo per le emergenze, senza contare la gestione delle case popolari. Investiamo oltre 3 milioni di euro nei servizi sociali e tra questi 1.400.000 euro vanno alla Società della salute per servizi rivolti agli anziani, alla disabilità, per la gestione delle Residenze sanitarie assistire (Rsa), dei centri per minori, servizi per la tossicodipendenza».
Cifre che ripete anche Daniele Donati, assessore al bilancio, aggiungendo: «300.000 euro per l’assistenza ai disabili nelle scuole, 25.000 euro per l’esenzione ticket alle famiglie in difficoltà, 30.000 euro di contributo per aiuto negli affitti».
Al palo da anni anche l’edilizia popolare. «Gli ultimi 35 appartamenti sono stati inaugurati nel 2010. Adesso gestiamo il turnover, l’ordinario, in caso di decesso o di perdita di requisiti – afferma Franchi – se non c’è necessità di programmare ancora per l’edilizia residenziale, un settore che forse negli anni scorsi è cresciuto anche troppo, c’è invece assolutamente bisogno, attraverso gli strumenti di programmazione urbanistica, di trovare aree per gli investimenti per l’edilizia popolare». La prospettiva: «La situazione ci preoccupa – conclude il sindaco Alessandro Franchi – stiamo cercando, attraverso misure pubbliche come l’Accordo di programma, di creare la possibilità di nuove opportunità di lavoro e di ricadute economiche sul territorio».
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