Il Tirreno

Documento unitario per salvare l’ospedale

di Anna Cecchini
Documento unitario per salvare l’ospedale

Approvato all’unanimità l’odg presentato da Forza Italia che sarà inviato in Regione: «Rafforzare i servizi presenti»

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CECINA. Chiedono che il progetto dell’ospedale unico di rete fra Cecina e Piombino sia raggiunto con «il miglioramento, l’implementazione e il rafforzamento dei servizi oggi presenti». Chiedono la nomina di «un primario unico che coordini i settori su ambedue gli ospedali ed equipe mediche che possano ruotare». E, punto quanto mai attuale, si oppongono alla eliminazione del centro nascite di Villamarina e dell’ortopedia chirurgica di Cecina.

Queste le richieste che il consiglio comunale di Cecina, attraverso un ordine del giorno proposto dal capogruppo di Forza Italia Paolo Barabino e approvato all’unanimità, invierà al presidente della Regione, all’assessore regionale alla sanità e alla direzione dell’Asl 6. Non solo, perché l’odg sarà anche recapitato a tutti i consigli comunali della Bassa val di Cecina e dell’area piombinese, in modo che anche loro possano metterlo a votazione.

Una presa di posizione importante quella del consiglio comunale cecinese, che con un fuori programma ieri pomeriggio ha discusso oltre un’ora di sanità. Con l’intervento finale di Samuele Lippi che ha ribadito come «finché faccio il sindaco io l’ortopedia e le altre specializzazioni non si chiudono». E ancora il primo cittadino ha voluto ricordare come «non si può riorganizzare la sanità soltanto in funzione economica. L’importante è lavorare in sintonia e se qualcuno ha in testa di chiudere reparti ci sono io a garantire che non accadrà: l’ho detto in campagna elettorale e lo ripeto adesso». Quanto alla nascita di un gruppo di lavoro per progettare il modello dell’ospedale di rete Lippi ha sottolineato che del team devono far parte anche i primari, i responsabili Asl delle zone interessate e i sindaci, «che per legge hanno la responsabilità della sanità pubblica». «Mi ha inquietato sapere - ha proseguito il sindaco - che c’è un gruppo di lavoro che sta già facendo valutazioni. Da chi è formato? Sarà bene che le proposte arrivino direttamente dal territorio».

La discussione sulla sanità è partita quando a inizio seduta Barabino ha chiesto che fosse inserito un “ordine del giorno su ospedale in rete Cecina-Piombino”. Vista l’importanza del tema, con il parere positivo del sindaco e della conferenza dei capigruppo, il documento presentato da Forza Italia è stato messo a votazione. Nel documento si ricordano le indiscrezioni del sindacato Fials sulla volontà dell’Asl di chiudere il punto nascite di Piombino e di trasferire l’ortopedia chirurgica da Cecina a Villamarina. «Tali indiscrezioni - si legge dell’odg - non hanno trovato alcuna smentita da parte della direzione del’Asl 6 e hanno ingenerato forte preoccupazione ed allarme negli organi istituzionali e nella popolazione». Nell’ordine del giorno si chiarisce che il nuovo sistema degli ospedali di rete «non deve costituire un pretesto per addivenire al taglio di ulteriori servizi e continuare nell’opera di depotenziamento degli ospedali di Cecina e Piombino, ma semmai un’occasione per una vera inversione di tendenza per la tutela del diritto alla salute».

Il documento, integrato con la precisazione che «il consiglio comunale propende affinché i sindaci del territorio, unitamente ai primari ospedalieri, facciano parte di una commissione volta ad individuare l'organizzazione dello schema dei due ospedali in rete», ha ottenuto il via libera unitario. A partire dal Pd che con il capogruppo Nicola Imbroglia ha sottolineato come «l’odg è stato accolto all’unanimità perché serve un’azione congiunta. È necessario dimostrare che non siamo disposti a tornare indietro». Imbroglia ha suggerito che il documento sia inviato anche ai candidati alla Regione «che si facciano carico della proposta». Favorevole al documento anche Pamela Tovani, di Cecina Civica: «Sono piacevolmente sorpresa per la presentazione di questo odg, dato che la sanità è un tema che sta a cuore a tutte le forze politiche e a tutti i cittadini. Se l’ospedale in rete significa togliere a Cecina per dare a Piombino non va bene».

Soddisfatto della presa di posizione anche Lorenzo Gasperini (Cecina Insieme), che però ha voluto sottolineare come «da anni manchi il Pal, strumento necessario per la pianificazione della sanità territoriale».

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