Il Tirreno

Una sola direzione per risparmiare 3 milioni

Una sola direzione per risparmiare 3 milioni

Camelli (Uil) torna sull’unificazione: «Chi parla di chiusura di reparti fa terrorismo psicologico»

3 MINUTI DI LETTURA





CECINA. «Torna di attualità in questi giorni il tema integrazione dei presidi di Cecina e Piombino e c'è ancora chi utilizza strumentalmente argomenti sensibili come il punto nascita di Villamarina, o l'Ortopedia di Cecina». Lo dice Paolo Camelli, coordinatore Uil Fp. «Che questo progetto abbia molti avversari è cosa nota da tempo ma a noi della Uilfpl non interessa polemizzare con costoro,più semplicemente siamo interessati a far valere le ragioni di mediopiccolecomunità che se non scelgono la strada dell'associazione sono destinate ad un inevitabile declino ed impoverimento.Ma c'è un'altro dato che viene costantemente ignorato ed è relativo al presidio di Livorno per il quale i dati dimostrano che non ha funzionato l'idea di capofila della rete aziendale. Livorno è il presidio ospedaliero che perde oltre 30 milioni di euro in prestazioni che i cittadini cercano altrove ed in particolare verso l'Azienda Ospedaliera Pisana. (8 li perde Piombino,10 li perde Cecina e 6 li perde l'Elba) L'idea di trasferire strutture,servizi, personale dalle zone verso Livorno è risultata sbagliata e perfino dannosa per la stessa Livorno».

Camelli dà alcuni numeri: Livorno nel 2014 -269 nascite pari al 17,80, Cecina + 9, Piombino -108 nascite pari al 23,90, Elba -50 pari al 20,32. Quanto alle “fughe” dai punti nascita “Livorno è al 20,65 era al 27,69 nel 2007Cecina all' 11 era all'11,83, Piombino al 15,11 era all'11,72 , Elba al 9,70. «Mettere insieme Cecina e Piombino non è una scelta dettata dalla negatività di 2 punti nascita che,al contrario i numeri ci dicono essere di ottimo livello,oggi migliorato con il Parto indolore. A Cecina e a Piombino si nasce in piena sicurezza dato che i 2 Presidi dispongono di adeguati servizi di supporto di diagnosi, di terapie intensive e sub intensive. Non c'è nessun motivo sanitario che possa indurre alla loro chiusura se non il “freddo parametro dei 500 o mille parti». «Caso mai - continua la Uil - esiste un problema economico: nascere a Piombino o a Cecina richiede un impego maggiore di risorse finanziarie stimato in circa 1 milione di euro e questo è un tema al quale si risponde con l'unificazione dei due presidi e delle 2 zone: Si riducono i costi nelle strutture per non diminuire le prestazioni ai cittadini. Una direzione di presidio e di zona,unici ,primariati ect con una riduzione di costi per circa 3 milioni di euro. Dunque Cecina e Piombino possono mantenersi i loro punti nascita perchè sono in piena sicurezza e perchè se li pagano non la riorganizzazione. Cosa diversa è pensare alla unificazione dell'area materno-infantile,ovvero a Cecina la Pediatria e a Piombino la Ginecologia con un punto di breve osservazione pediatrica al Ps». E conclude: per quel che ci riguarda una scelta di Villamarina quale centro della chirurgia specialistica non deve significare lo svuotamento delle sale operatorie di Cecina». Chi parla di ciò, per Camelli, fa solo “terrorismo psicologico”.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web