Sicurezza
Scuole, batteri nell’acqua in cucina
Rosignano: dopo le analisi del sistema idrico della cucina della Rsa di Castelnuovo, usata anche per preparare i pasti delle scuole, il Comune decide un intervento urgente. Esposto alla Procura di Mancini e Gesess
CASTELNUOVO. L’acqua usata nella Rsa di Castelnuovo della Misericordia, Fattoria di Castello, ma anche per preparare i pasti di molte scuole del territorio non è potabile, a causa della presenza di batteri. Tanto che il Comune, con la determina 175 dei giorni scorsi, ha stabilito un intervento di somma urgenza pr la disinfezione e il controllo batterico dell’impianto idrico della Rsa. E adesso su questo caso Serena Mancini (M5s) e Silvia Gesess (Sul) hanno presentato un esposto alla Procura, ai carabinieri di Rosignano e all’Asl.
Il sopralluogo del Comune alla struttura di Castelnuovo, come si legge appunto nella determina, è avvenuto lo scorso 8 aprile, quando «le analisi hanno rilevato livelli batterici non compatibili con l’uso potabile dell’acqua che viene utilizzata, oltre che a servizio della struttura per anziani, anche per la cucina che produce i pasti per la refezione delle scuole elementari del comune di Rosignano».
Evidente l’urgenza di garantire sicurezza agli ospiti della Rsa e agli alunni che quotidianamente consumano i pasti preparati nella cucine di Castelnuovo. Così l’amministrazione ha individuato il consorzio Lrc, che con una spesa totale di quasi 21mila euro, dovrebbe effettuare al più presto i lavori necessari a garantire la sicurezza per gli anziani e gli alunni.
Una situazione che impensierisce non poco alcune consigliere di minoranza, che proprio ieri hanno inviato un esposto alla Procura della Repubblica, oltre che ai carabinieri di Rosignano e all’Asl 6.
«Tra gli obblighi primari di una pubblica amministrazione - si legge nell’esposto firmato da Mancini e Gesess - locale e provinciale vi sono quelli di garantire la sicurezza dei propri cittadini, informare la cittadinanza in merito a rischi di salute, tutelare la salute dei cittadini del proprio comune». Poi la richiesta di «accertamento delle eventuali responsabilità in cui l’autorità possa ritenere essere eventualmente attribuita al sindaco, ai funzionari e ai dirigenti responsabili per il mancato avviso ai cittadini, in particolar modo dei genitori dei bimbi che usano il serivzio mensa».
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