Sicurezza
Ospedale, pressing per le assunzioni di personale
Cecina, il sindaco Lippi si dice preoccupato ma avverte i cittadini:vigiliamo sulla situazione. Il pronto soccorso è un’emergenza. L’ortopedia? No agli interventi a Piombino
CECINA. Ci vuole un primario. Subito. Non è più ammissibile un pronto soccorso senza un vero coordinamento ed un dirigente presente solo a sprazzi. Ci vogliono assunzioni. Subito. Perché il personale è insufficiente, in sofferenza e lavora in condizioni precarie. E a rimetterci sono i pazienti, sempre meno pazienti. Ci vuole un ospedale su due presidi (Cecina e Piombino), e soprattutto guai a chi tocca l ortopedia. All'ospedale di Cecina devono potersi eseguire interventi chirurgici senza che i nostri cittadini debbano recarsi altrove. E’ questo il pensiero di Samuele Lippi.
Il giorno dopo la nostra inchiesta sul pronto soccorso, che raccoglie una serie numerosa di proteste di pazienti esasperati per le attese di ore al Ps e il grido di allarme dei sindacati che non vedono assunzioni all'orizzonte, il sindaco rompe il silenzio. Ed è un durissimo atto d'accusa nei confronti dell'azienda sanitaria, il suo.
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«Così non si può più andare avanti», tuona il primo cittadino. «La pazienza è finita. L'azienda ci aveva assicurato assunzioni e potenziamento del presidio. Non è cambiato nulla da un po' di mesi a questa parte. Mi sono mosso anche in Regione perché questa situazione è intollerabile». Lippi prova a farsi interprete del malcontento dei cittadini. Dice di capire le loro proteste, ma avverte: «Vorrei tranquillizzare tutti che noi ci siamo, che stiamo seguendo la situazione e non abbandoniamo nessuno. Per questo farò di nuovo presente, in modo incalzante, al direttore generale la necessità che il pronto soccorso di Cecina ha bisogno di un primario con Piombino».
E' preoccupato il sindaco di Cecina. Non lo nasconde. Ma dice di monitorare continuamente la situazione. «Abbiamo già svolto due sedute della Conferenza dei sindaci. Tutti, da Rosignano a Piombino, sono convinti che su questa strada non si può più andare avanti. Pertanto non accetto lezione dai sindacati, da coloro che accusano i sindaci di restare immobili di fonte ai problemi».
Lippi, lo sappiamo, è stato uno dei primi a sostenere la necessità di realizzare un polo sanitario Cecina-Piombino attraverso lo schema dell'ospedale in rete. Necessario - a suo dire - per prepararsi alla riforma della geografia sanitaria.Ipotesi caldeggiata anche da alcune organizzazioni sindacali. Che però non convince altri (vedi il Fials). E c’è chi teme che così s’indebolisca ulteriormente Cecina. «Non sono ammissibili - afferma però Lippi - operazioni che vedono un depotenziamento di alcune attività».
Il sindaco è preoccupato per la notizia, rilanciata proprio dal sindacato autonomo Fials, che Cecina possa perdere la chirurgia ortopedica, a scapito magari di un concentramento nel nostro ospedale dell'area materno-infantile. «L'ortopedia non si tocca - dice Lippi -, quello che dice il sindacato e in parte quello che circola in certi ambienti, non può essere realizzato. Un conto è la chirurgia programmata. Un conto è che un anziano con una frattura debba andare a Piombino per farsi operare. Non se ne parla assolutamente».
Anche su questo aspetto Lippi richiama l'azienda a presentare quanto prima un piano che tenga conto delle peculiarità dei due ospedali, quello di Cecina e quello di Piombino, ma senza che si perdano per strada attività o servizi. «L'ospedale di Cecina - conclude il sindaco - non può essere depotenziato».
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