Il Tirreno

nuovi poveri

Stop ai pacchi viveri, l’ultima consegna

di Alessandra Bernardeschi
Viveri raccolti per le famiglie bisognose: la Sorgente del Villaggio non ha più soldi
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Viveri raccolti per le famiglie bisognose: la Sorgente del Villaggio non ha più soldi

Rosignano, Sorgente del Villaggio è senza soldi, deve interrompere l’attività. La presidente Rossella Conforti: che fine faranno quelle 200 famiglie?

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ROSIGNANO. La Sorgente del villaggio, l’associazione onlus che dal 1997 si occupa di distribuire i pacchi alla famiglie bisognose residenti nel comune di Rosignano, chiude il servizio. A meno che le istituzioni, assieme ai cittadini, non intervengano per cambiare una situazione che si sta facendo drammatica. Ma i tempi sono brevi. Si parla di settimane. L’appello, lanciato ieri da don Osvaldo Williams Bianco, presidente del consiglio pastorale del V Vicariato della Diocesi di Livorno, viene confermato da Rossella Conforti, presidente della Sorgente del Villaggio. «Non abbiamo più soldi – dice – e non sappiamo più come fare. Le famiglie che si rivolgono a noi aumentano ogni giorno. A questo punto, visti i numeri dei pacchi viveri che distribuiamo, quello che sta facendo la Sorgente del Villaggio non è più volontariato ma rientra in un servizio sociale vero e proprio che noi stiamo facendo per conto dell’Asl e del Comune».

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Ogni anno, l’associazione che ha sede a Rosignano Marittimo in via Gramsci 84 A, nei locali messi a disposizione dalla Diocesi di Livorno, distribuisce 3680 pacchi viveri. Ora la cosa è un po’ diversa.
Basta fare due conti: il valore di ogni pacco distribuito va da 30 a 35 euro; un numero che moltiplicato per le famiglie seguite porta ad una spesa di circa 6mila euro ogni 15 giorni. «Poi ci sono i bambini: oltre 100 quelli che fanno parte dei nuclei familiari seguiti. Occorrono pannolini – spiega Conforti – omogeneizzati, cibo adeguato. A fronte di questa spesa abbiamo un contributo annuo dell’Asl pari a 10mila euro, la stessa cifra che ci veniva data 5 o 6 anni fa; una cifra alla quale si aggiungono i 3.000 euro annui erogati dal Comune. Basta fare due conti per capire che non possiamo andare avanti così. Per questo stiamo chiedendo con forza di modificare le convenzioni e di rapportarle alla situazione attuale. Le istituzioni dovrebbero stabilire una quota per pacco e rivedere le cifre. Ma ci rispondono sempre che i soldi non ci sono. Ben vengano le lotterie, che noi organizziamo- continua Conforti - o le serate di beneficenza. Ma le cifre che riusciamo a mettere insieme durante queste manifestazioni sono esigue, insufficienti ai bisogni».

Le istituzioni, ma anche i cittadini. «Non solo le istituzioni ma anche i cittadini sono chiamati a non girarsi indietro, a fare la loro parte. Invece notiamo che c’è sempre meno solidarietà. Quelli che aiutano sono sempre gli stessi». Alle fondamenta di questa grave crisi che sta attraversando il tessuto sociale di Rosignano c’è il lavoro; se fino a qualche anno fa le famiglie che si rivolgevano alla Sorgente del Villaggio erano prevalentemente composte da anziani o da donne sole, magari con figli da mantenere: «Adesso si tratta famiglie che fino a poco tempo fa conducevano una vita normale ma i cui componenti hanno perso il lavoro. Con figli, magari con l’affitto di casa da pagare, non ce la fanno ad arrivare a fine mese. Arrivano da noi, tramite i servizi sociali, per ricevere almeno i pacchi viveri. Ma ci chiedono aiuti anche per pagare gli affitti o le le utenze».

Sono i nuovi poveri, quelli che per dignità, per scelta e forse per pudore, parlano poco della loro situazione. «E come dimostrano i nostri grafici – conclude Conforti – crescono ogni mese, di pari passo con le aziende che chiudono».

 

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