Il dolore
Pronto soccorso: così siamo al collasso
Poco personale, attese spasmodiche, rabbia e proteste dei pazienti I sindacati tuonano: «Le assunzioni estive? Non si sa niente»
CECINA. A fine aprile ancora non sono previste assunzioni estive all'interno del pronto soccorso cittadino. Lo assicurano i sindacati, che spiegano come gli anni passati in questo periodo i vertici aziendali avessero già comunicato un pacchetto di incrementi estivi di personale infermieristico e Oss.
Eppure che il pronto soccorso di Cecina sia nel caos è innegabile, come dimostra anche il fatto che negli ultimi tempi i cittadini, esasperati dalle lunghe attese, chiamano sempre più spesso le forze dell'ordine. Un caos che può essere addebitato all'indubbia carenza di personale e magari anche a una gestione scarsamente funzionale di medici e infermieri attivi all'interno della struttura. Fatto sta che la popolazione segnala da tempo situazioni inaccettabili: attese di ore per ottenere una visita, anziani lasciati per ore in barella, e in qualche caso addirittura su una sedia, per mancanza di posti letto nei reparti. Uno scenario che di certo non è destinato a migliorare con l'arrivo della stagione estiva, quando al pronto soccorso cecinese si riversano anche migliaia di turisti. A far notare che fino ad oggi l'azienda sanitaria non ha previsto assunzioni o potenziamento degli organici al pronto soccorso cittadino sono i sindacati. Primo fra tutti il Fials. «Fino al 2014 - spiega Daniela Boem della segreteria provinciale Fials - per l'estate erano previste unità straordinarie per i pronto soccorso. Si trattava di 15 infermieri e alcuni Oss che venivano ripartiti su tre ospedali: in genere 4 o 5 a Cecina, qualche altra unità all'Elba e i restanti a Livorno». Non che fosse un potenziamento sostanziale, ma certo si trattava di personale indispensabile a gestire l'incremento di emergenze estive. «Di questo provvedimento - assicura Boem - quest'anno non c'è traccia». La conferma viene anche dalle altre sigle sindacali.
«Le notizie ad ora sono poco confortanti - sottolinea Paolo Camelli, della Uil sanità - Sul tavolo aziendale ci sono le nostre richieste da un mese, e immagino che ci debba convocare a maggio. Chiediamo che siano conservati rinforzi dello scorso anno. Oltretutto, se consideriamo che dal primo luglio ci sarà il commissariamento dell'Asl, il tempo a disposizione per riorganizzare è breve. Noi abbiamo chiesto che entro il 15 giugno siano concordati rinforzi estivi e rinforzi estivi, altrimenti i servizi andranno nel caos».
«Non c'è ancora - spiega Angela Ibelli, della segretaria Cgil sanità - un atto che garantisca assunzioni estive nei pronto soccorso». Stesse notizie arrivano dalla Cisl. «Non credo che per infermieri e Oss - assicura Francesco redini, Cisl sanità - sia previsto un potenziamento, al massimo potranno prolungare alcuni contratti a termine fino al 30 settembre. Della parte relativa ai medici non sappiamo nulla».
Già, perché oltre al personale infermieristico è evidente che il pronto soccorso avrebbe necessità, almeno in estate, di un potenziamento del numero di medici. Un potenziamento difficile da organizzare, come lo scorso febbraio ha dichiarato lo stesso dg Eugenio Porfido, a causa della difficoltà di reperire medici con la specializzazione per l'emergenza e quindi utilizzabili all'interno dei pronto soccorso.
«Ci siamo attivati - aveva detto Porfido alla fine dello scorso febbraio - già dall'inizio dell'anno per chiedere disponibilità per attività di pronto soccorso". Il direttore aveva spiegato che prima era prevista una verifica interna all'azienda, poi eventualmente all'interno dell'Area vasta e solo dopo potremmo rivolgerci anche ad altre aziende». Il problema è che fino ad oggi, quando la stagione estiva è ormai alle porte, non si ha notizia di un piano assunzioni estivo di professionisti destinati al pronto soccorso.
A tuonare contro le carenze del pronto soccorso cecinese è soprattutto il Fials, che lo scorso anno ha addirittura inviato una denuncia sulla situazione di criticità della struttura al direttore sanitario dell'Asl 6 Carlo Giustarini e al direttore delle professioni infermieristiche Chiara Pini. «Presa visione della situazione lavorativa del personale impegnato nel Pronto Soccorso dell'ospedale di Cecina - ha scritto il Fials - mettiamo in evidenza situazioni di criticità che creano difficoltà lavorative in termini di sicurezza e responsabilità. Rileviamo un organico di personale inadeguato rispetto al numero degli accessi al pronto soccorso elevato non solo nel periodo estivo. In particolare il turno notturno necessita di 5 unità infermieristiche per garantire la piena funzionalità del triage e l'applicazione dei protocolli regionali previsti per il rilevamento e monitoraggio degli utenti in attesa. Al contempo dovrebbe essere incrementata la presenza notturna degli OSS con una ulteriore unità».
Una denuncia alla quale il Fials dice di non aver mai avuto risposta. «Siamo molto preoccupati per la funzionalità del pronto soccorso di Cecina - precisa il Fials - già in una situazione di criticità destinata a peggiorare a causa del solito incremento degli accessi da maggio a settembre. Il comportamento della asl 6 e' chiaramente inadempiente". Per questo il Fials ha deciso una serie di mosse: «riattivare lo stato di agitazione che era stato sospeso in rapporto agli impegni assunti dalla asl 6 e poi disattesi riportando le questioni sollevate al tavolo in Prefettura. Denunciare il direttore generale per condotta antisindacale e prendere iniziative nei confronti dei sindaci della provincia, che riteniamo stiano gravemente sottovalutando i problemi della sanità pubblica locale».
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