Il Tirreno

Avviare subito Aft e case della salute

Le carenze del pronto soccorso sono strettamente legate all'organizzazione della sanità territoriale, almeno secondo alcune sigle sindacali che mettono in evidenza come soltanto con l'avvio delle...

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Le carenze del pronto soccorso sono strettamente legate all'organizzazione della sanità territoriale, almeno secondo alcune sigle sindacali che mettono in evidenza come soltanto con l'avvio delle Case della salute e delle Aft (aggregazioni di medici di base ed ex guardie mediche) si possa arrivare a gestire le emergenze in modo adeguato. «Noi crediamo che il pronto soccorso funzionerà - spiega Angela Ibelli, Cgil sanità - solo quando esisterà l'intero percorso territoriale, a partire dalle Case della salute con medici famiglia, infermieri, assistenti sociali. Il pronto soccorso deve lavorare sui casi critici, ossia i codici rossi e gialli, che secondo le statistiche non superano il 20% degli accessi. Il problema è la gestione degli altri codici (verde, azzurri e bianco) che vanno a ingolfare le strutture di emergenza-urgenza. Come Cgil rimarchiamo la necessità di riorganizzare bene il sistema sanitario territoriale». Sottolinea la difficoltà per arrivare all'avvio dell'esperienza delle Aft la Cisl. « Il problema - spiega Francesco Redini, della Cisl sanità - è che i medici di base non aderiscono a questo nuovo modello, che invece permetterebbe di dirottare sulle Aft le emergenze secondarie che ingolfano il pronto soccorso».

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