Il dolore
Un sistema che così non funziona
CECINA. Possibile che il problema sia solo quello dei medici specializzati che non si trovano? O piuttosto è anche un sistema che così non funziona e fa acqua?
Perchè il personale è senza dubbio insufficiente (mancano dottori, infermieri e operatori socio sanitari) ma anche perchè il più delle volte i percorsi di assistenza sono slegati e farraginosi e dopo il pronto soccorso c’è un grosso punto interrogativo. Se la Medicina è piena, i posti di osservazione breve allestiti nel presidio si trasformano in un mini reparto dove l’osservazione diventa lunga ed il paziente è “parcheggiato” in attesa di conoscere il proprio destino. I cosidetti “filtri” - strutture o servizi che dovrebbero impedire l’accesso al pronto soccorso per patologie trattabili altrove (a domicilio, nell’ambulatorio del medico di famiglia) - sono inesistenti. Ed hai voglia a parlare di case della salute, di Aft se poi chi ha una colica o un mal di testa si mette a far la fila al triage.
In questi giorni per essere visitati al pronto soccorso dell’ospedale di Cecina si aspettano dalle 4 alle 7 ore. Lo raccontano i tanti pazienti esasperati che ci scrivono ed i casi di cronaca in cui di fronte alla rabbia si chiamano addirittura i carabinieri aumentano. Ma lo abbiamo verficato anche con mano. Lunedì scorso un quattordicenne è arrivato qui con una sospetta frattura del piede sinistro, poi rivelatasi effettivamente tale. Entrato in Ps alle 15,35 ne è uscito poco dopo le 21: con una rx ancora da ritirare e la visita ortopedica da effettuare (così come l’immobilizzazione dell’arto, eseguita il giorno successivo). Non diversa la situazione di altri pazienti arrivati.
Per la prima volta ci è capitato di vedere l’infermiera che ha preso nome e cognome su un foglio di carta solo per fare il triage (dal francese smistamento), ovvero definire la priorità di assistenza da dare al paziente (il famoso codice). Operazione che di solito si fa subito. Da qui alla visita effettiva del medico sono poi passate altre ore. Situazioni simili, purtroppo, si verificano anche in assenza di urgenze e nonostante il personale medico e infermieristico faccia il massimo per fronteggiare quella che è diventata quasi un’emergenza.
L’allarme lanciato dai sindacati sul fatto che ancora l’Asl non parli di assunzioni estive è preoccupante. Siamo a primavera ed il nostro pronto soccorso che tratta 35mila pazienti l’anno, con questo organico, è già in affanno. Figuriamoci in estate quando ci sono punte di 160 accessi giornalieri. Ci sarebbe bisogno di un coordinatore a tempo pieno invece il primario deve dividersi con Livorno. Servono assunzioni, ma anche scelte forti. E’ proprio impossibile - ci chiediamo - tenere le diagnostiche aperte 24 ore? Perché una cosa è certa. Così non si può andare avanti.
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