Il dolore
Ricorso al Tar della Toscana per la mensa scolastica
Cecina, l’appalto affidato alla vicentina Serenissima non è stato ancora contrattualizzato in attesa di risolvere
il contenzioso aperto dall’azienda arrivata seconda nella gara
CECINA. Non è ancora stato firmato il contratto. A bloccare l’affidamento del servizio di mensa scolastica delle scuole di Cecina alla vicentina Serenissima Ristorazione Spa è il ricorso al Tribunale amministrativo regionale della Toscana della Cooperativa di lavoro La Cascina che nella gara d’appalto, aggiudicata con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, si è piazzata al secondo posto.
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Il servizio ai bambini non è in discussione. A cambiare potrebbe essere solo chi sta dietro ai fornelli. E anche lo scenario tratteggiato dalla Serenissima Ristorazione all’indomani dell’assegnazione dell’appalto con l’annuncio della realizzazione di un centro cottura nella zona industriale di Poggio Gagliardo. Un investimento stimato in 600.000 euro per una moderna cucina industriale e locali per lo sporzionamento dei pasti da mettere in funzione da settembre. «L’intervento non partirà finché non firmeremo il contratto d’appalto», dice il direttore di Serenissima per la Toscana Andrea Gamba. Che aggiunge: «Per il servizio continuiamo ad utilizzare la cucina della Casa Maffi a San Pietro in Palazzi».
La torta contesa è ghiotta. L’appalto per la refezione scolastica del Comune di Cecina vale 9.027.000 euro a fronte di un servizio per un totale massimo di nove anni. Appalto che la Serenissima Ristorazione si è aggiudicata con un ribasso del 7,03% sul prezzo del pasto posto a base di gara di 5,55 euro. Oggetto del ricorso al Tar della Toscana sarebbe il criterio con cui è stato definito il prezzo a pasto e quelle che vengono ritenute incongruenze tra il capitolato e la gara.
Il primo round di fronte al giudice amministrativo si disputà il 22 aprile quando verrà esaminata la richiesta di sospensiva dell’affidamento avanzata dalla Cooperativa di lavoro La Cascina. Ancora da fissare invece la discussione nel merito del contenzioso. Impegnata nella querelle oltre alla Serenissima anche l’amministrazione comunale che a difesa del proprio operato ha dato incarico all’avvocato Renzo Grassi.
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