Il Tirreno

«Qui nessuno pulisce» E i negozianti fanno da soli

di Manolo Morandini
«Qui nessuno pulisce» E i negozianti fanno da soli

Beffardo cartello su sacco d’immondizia: «Non si può svuotare, troppo pesante» Ramazze e pazienza: «La notte lasciano sporco ovunque e si spazza pochissimo»

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CECINA. Il colmo è la scritta a penna su un foglio fissato con del nastro adesivo sul sacco dell’immondizia. Otto parole in tutto: “Il sacco non si può svuotare, troppo pesante”. E per un giorno e mezzo, tutta la domenica e metà lunedì 20 aprile, nessuno lo rimuove. Solo a mezzogiorno, e dopo vari solleciti in Comune e alla Rea, arriva un’operatore addetto alla raccolta dei rifiuti urbani. La scena che ha del grottesco. Perfino la polizia municipale e i carabinieri invitati a verificare la situazione faticano a trattenere i sorrisi. Lo raccontano gli esercenti che affacciano su vicolo Bargilli. Ed è l’occasione per accendere i riflettori su una situazione di mancata pulizia in questo angolo a ridosso del centro cittadino.

«Anche per noi è pesante pagare la tassa sui rifiuti ma lo facciamo regolarmente», dice Martina Guerrieri del bistrot Il Chicco parafrasando i termini del cartello rinvenuto sul sacco dell’immondizia. «Nel vicolo da alcuni anni ci sono varie attività serali eppure c’è un solo cestino per la raccolta dei rifiuti – afferma Guerrieri –. Per arginare il problema ne ho quattro di mia proprietà che provvedo a svuotare di mia iniziativa caricandoli in auto per raggiungere i più vicini cassonetti, su viale Marconi». Che aggiunge: «Lasciare quel sacco nero per un giorno e mezzo in strada è una vergogna per la città oltre che un disagio per chi su quel vicolo affaccia con la propria attività. Dopo la chiusura serale spazzo il vicolo per togliere lo sporco e le cicche altrimenti sarebbero destinate a restare a terra chissà per quanto».

Si arma di ramazza e sacco per raccogliere lo sporco anche il titolare del negozio Tag Marco Filippeschi. «Trovo bicchieri e bottiglie sul davanzale delle vetrine e anche sulle finestre dell’ex Enel – dice –. C’è un cartello che avvisa che ci si trova in un’area videosorvegliata, è lì da mesi ma della telecamera non c’è alcuna traccia».

Un coro di voci che descrivono lo stesso scenario. «Il vicolo viene spazzato davvero poche volte». Lo registra Serena Fiori, titolare di Fiore d’oriente che ha aperto l’attività in vicolo Bargilli da 13 anni. «Da quando hanno aperto i locali il giro di persone è cresciuto, ma c’è ancora un solo cestino per la raccolta dei rifiuti. Anche per far togliere le erbacce è necessario che siamo noi ha telefonare». Fiori è tra i pochi fortunati che non ha davanzali alle vetrine del suo negozio. Non è così per Graziana Ghionzoli del negozio Sotto il cavolo: «Trovo le cicche anche all’interno della corte che alla sera chiudo con una inferriata – racconta la signora –. Per non parlare di quanto devo raccogliere sui davanzali delle vetrine e all’interno delle fioriere che ho dovuto mettere per proteggere il muro. Servirebbero più cestini e sarebbe importante accendere la telecamera di cui c’è solo il cartello che ne avvisa la presenza».

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