Sicurezza
Offese a Gasperini: «Per noi è stato un episodio casuale»
Parlano i giovani che hanno offeso il candidato della Lega: «Non abbiamo tessere politiche, non è successo niente»
CECINA. Ammettono di avergli rivolto parole offensive, ma assicurano di non averlo minacciato. Parlano i due giovani, un ragazzo e una ragazza di 27 e 25 anni, che nella notte fra venerdì e sabato scorsi sono stati protagonisti di un episodio insieme al consigliere di Cecina Insieme Lorenzo Gasperini, che è anche candidato alle regionali per la Lega.
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A raccontare la loro versione dei fatti sono proprio loro, il ragazzo e la ragazza che hanno incontrato Gasperini e lo hanno effettivamente apostrofato con parole pesanti. I due preferiscono restare anonimi. «Io non conosco Gasperini - racconta il ragazzo - l’ho visto solo sui manifesti. Noi abitiamo nella zona dove lo abbiamo incontrato, e stavamo andando al bar (che poi era chiuso) con il cane e la bicicletta». I due raccontano ancora di aver visto Gasperini dalla parte opposta della strada. «L’ho riconosciuto - spiega il giovane - e gli ho chiesto se fosse lui quello sul manifesto insieme a Salvini. Lui ha risposto affermativamente e io gli ho detto “vergognati perché sei un razzista, fascista».
Dal racconto dei due emerge come Gasperini volesse registrali con un cellulare. «Noi a quel punto - racconta la ragazza - ce ne siamo andati. Ma non ci siamo affatto nascosti, difatti siamo andati ai giardini e ci siamo messi a sedere su una panchina, sapendo che sarebbero arrivate le forze dell’ordine». La polizia è arrivata ai giardinetti, e ha identificato i due ragazzi. «Non ci hanno portato neppure in caserma - raccontano - , semplicemente ci hanno chiesto i documenti, che tra l’altro io non avevo (precisa la ragazza), e ci hanno rimandati a casa». I due assicurano di non aver minacciato in alcun modo il consigliere e non vogliono «passare da persone che girano con le bombe». Assicurano di avere le loro idee politiche, ma nessuna tessera di partito in tasca.
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